Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Autisti indignati per il comportamento del sindaco di Viterbo e dei consiglieri del Pd nei confronti dei lavoratori Francigena.
Si chiedono come mai quello che era il partito dei lavoratori non li difende più, senza curarsi dello stato in cui stiamo lavorando. Hanno modificato le proprie origini di sinistra?
Ci chiediamo come mai all’emendamento contro le 17 settimane richieste dall’azienda votano a favore dell’azienda? Fortunatamente solo nelle premesse, ma fanno capire bene le loro intenzioni.
Votano a favore di un azienda che fa acqua da tutte le parti, che non ha idee nuove, che non è costruttiva, ma punta il dito contro chi lavora in prima linea. Molto più facile cercare di ridurre lo stipendio ai lavoratori e non solo, facendoli lavorare anche di più. Idee e proposte fallimentari.
Una spinosa situazione che non viene citata dall’amministratore della Francigena, Cesare Curcio, intento solo a elogiare in consiglio la parte amministrativa che gli sta tanto a cuore. Come mai non ha citato l’accordo unilaterale fatto in amministrazione, senza rispettare le relazioni industriali, fatto dalla Rsu sigla sindacale Uil (diretto interessato) e dal capo ufficio (diretto interessato)?
Ora funziona così, se le scrivono e se le firmano, senza interpellare le altre sigle sindacali, se la cantano e se la suonano. Tutto questo avviene nell’indifferenza totale della maggioranza e quindi del Pd. Fortunatamente abbiamo un’opposizione che lotta con noi, un’opposizione di sani principi politici e non disfattisti, citiamo il consigliere Chiara Frontini come porta bandiera, e ringraziamo tutti gli altri che ci danno una mano.
Determinati, daremo battaglia contro il comune di Viterbo e contro l’amministrazione Francigena per salvaguardare il nostro lavoro e le nostre famiglie, annunciando che prenderemo dalla nostra gli aspetti legislativi e regolamentari. In quest’ottica si solleciterà una supervisione da parte della motorizzazione civile della Asl di Viterbo sui bus non più a norma ma che circolano pericolosamente indisturbati nel traffico.
I motivi elencati sono solo la punta dell’iceberg: bus senza aria condizionata e mancanza di riscaldamento nei mesi invernali; bus con parabrezza rotti che possono spaccarsi da un momento all’altro; bus senza sblocco delle porte di emergenza, tolti tra l’altro.
Bus che vengono segnalati con guasti e problemi alla guida, rimessi in circolazione il giorno dopo; bus che vanno in revisione a vuoto, invece dovrebbero andare a pieno carico con sacchi di sabbia perché la guida del mezzo a pieno carico è totalmente differente; bus, quei 4 a cui funziona l’aria condizionata, non disinfettati da anni.
Bus che ha una cassetta dietro il sedile dell’autista perché non sta dritto; bus che hanno semiassi anteriori che ad ogni buca bisogna controllare, avvolte con difficoltà; bus con freni insufficienti; bus con sedili non a norma, tra l’altro in alcuni bus tolti quelli a norma in sostituzione di quelli non a norma… ora dove sono? Bus che sono dei forni crematori; bus senza assistenza nei percorsi o insufficiente.
Curcio a cosa si riferiva per quanto riguarda il miglioramento del trasporto, alla nuova Fiat 500 che l’azienda ha comprato per gli spostamenti dell’amministrazione?
Chiediamo un candidato come amministratore unico di Viterbo che conosca le esigenze della popolazione con garanzie di capacità e lealtà, con molto equilibrio, insomma un cambiamento di scenario. Occorre costruire al più presto un percorso nuovo ed intelligente e far ripartire il trasporto pubblico locale, per ora indecente.
Se analizziamo tutti i dati, possiamo accorgerci che non hanno idee nuove, portano il poa vecchio del 2014, con una nota da aggiungere come allegato. Noi vogliamo lavorare tranquilli e servire il nostro paese e tutti i giorni rischiamo la nostra patente, non stiamo seduti comodi in un ufficio, noi rischiamo la nostra vita e quella delle nostre famiglie.
Vogliamo solo essere rispettati, aggettivo dimenticato dall’amministrazione e dalla maggioranza politica del comune di Viterbo.
Guido Urbani – Rsu
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