Soriano nel Cimino – Soffocamento. Inevitabilmente.
Non poteva che essere questa la causa della morte del piccolo Edoardo Ribisi, trovato impiccato a 11 anni nella sua casa a Soriano nel Cimino, nella campagna di Contrada San Pietro.
Era il 25 maggio. Lo trova la mamma Erika Comucci, che lo aveva lasciato poco prima a fare i compiti. Il tempo di una commissione, mezz’ora scarsa, per tornare a casa e vederlo impiccato al letto a castello con una cintura.
I risultati dell’autopsia sono arrivati. La dottoressa Maria Rosaria Aromatario, dell’istituto di medicina legale della Sapienza di Roma, non ha dubbi sulle cause: Edo è morto per il soffocamento dovuto all’impiccagione. A quella cintura che, stringendo, gli ha impedito di respirare.
Ma se la causa è certa, la dinamica resta invece un mistero. Impossibile sciogliere con altrettanta sicurezza il dubbio se sia stata una morte autoinflitta o un gioco finito in tragedia.
Secondo indiscrezioni, l’esito complessivo degli accertamenti degli inquirenti farebbe propendere per la seconda ipotesi: Edo potrebbe essere davvero morto giocando. Pensieri di suicidio a 11 anni, forse, proprio per la mente brillante che era, neppure lo sfioravano. Certezze granitiche, purtroppo, non ce ne sono. Per la verità vera, stavolta, non è bastata l’autopsia.
Di Edo resta lo splendido ricordo di chi lo ha amato e conosciuto e lo striscione ancora appeso alla scuola Vanni, in memoria di quel bambino geniale, dall’intelligenza precoce e la sensibilità spiccata: “Ciao Edoardo, sarai sempre nei nostri cuori”.
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