Viterbo – “La macchina è del comune, il Sodalizio riconosca il ruolo dell’ente”.
Leonardo Michelini chiede di riconoscere i ruoli di comune e Sodalizio nel trasporto della macchina di santa Rosa. Ognuno con una funzione specifica che, per il primo cittadino, deve essere tenuta in considerazione.
Le distanze tra l’amministrazione e i facchini sembrano, ancora, insanabili. Quest’ultimi non vogliono politici al giro delle sette chiese e non passerano in comune prima del trasporto.
Il sindaco auspica comunque una condivisione di intenti per il bene della città.
“Vediamo cosa accadrà – dice Michelini -, c’è ancora qualche giorno e io ho l’unico interesse di far sì che la festa più importante che ha Viterbo riesca. In particolare, quest’anno con una macchina nuova e bella. L’unica cosa che conta è fare il bene della città”.
Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini parla di ferite aperte che non si sono ancora rimarginate. “Mi sembra che lo strappo sia nato a ottobre. E’ passato del tempo. Il punto è che la macchina di santa Rosa la fa il comune di Viterbo ed è del comune. Il Sodalizio è un organismo riconosciuto da un precedente consiglio comunale, che, dopo la sua costituzione, lo ha incaricato di occuparsi del trasporto, fino ad allora organizzato dal costruttore.
Il comune dunque riconosce il ruolo del Sodalizio. Lo stesso dovrebbe essere fatto dall’altra parte, e non in riferimento al sindaco o alla maggioranza, ma all’ente che, anche nella sfilata, per esempio, mette la banda e tutti gli strumenti utili alla realizzazione della manifestazione”.
Fatto sta che il Sodalizio ha detto di non volere politici. “Non voglio dare cattive interpretazioni a certe dichiarazioni, siamo a ridosso della festa, ma c’è ancora tempo per fare delle riflessioni. Mi auguro ci siano anche occasioni per rivedere questa decisione e discuterne insieme”.
Da due anni, il Sodalizio non riceve soldi dal comune. “In parte hanno ragione e su questo non discuto. Purtroppo non è facile per gli enti fare i bilanci e noi, quest’anno, abbiamo dovuto mettere quello che serviva. Per quello che mi riguarda, però, è una situazione risolvibile e non è nemmeno onorevole tirare in ballo questo aspetto”.
Michelini auspica un clima più sereno. “Mi trattengo dal fare commenti che, per me, non fanno bene all’identità della città che vive nella festa di santa Rosa un’esperienza religiosa molto sentita. E’ un momento in cui si riscopre il carattere di comunità e che è quello poi che ha premiato il trasporto con il riconoscimento Unesco. Faccio forza su questo spirito affinché, sia il comune che i facchini e tutte le persone coinvolte nella manifestazione si mostrino un tutt’uno. Mi auguro – conclude – che sia un momento tranquillo e la festa di tutti”.
Paola Pierdomenico
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