Viterbo – Stavolta è stato toccato il fondo, ma ci sono ampi margini di peggioramento.
Il centrosinistra affonda, ieri la seduta di consiglio che doveva inaugurare una lunga serie d’incontri per approvare il bilancio è saltata.
Troppe assenze in maggioranza, troppi consiglieri al mare. Incredibile ma vero.
E’ stata la stessa maggioranza a stabilire le date, salvo poi disattenderle.
Adesso si deve ricominciare. Il presidente del consiglio Marco Ciorba dovrà riconvocare i capigruppo, presumibilmente lunedì e stabilire nuove date.
Si andrà a cavallo di santa Rosa. Con relativa sospensione nei giorni di festa.
Ma non sarà facile cancellare il brutto scivolone di ieri. Con consiglieri comunali di centrosinistra intenti nel giocare a nascondino.
Nel timore che la seduta potesse cominciare, non rispondono all’appello. Escono dall’aula. Se ne stanno sul terrazzo. Altri invece se ne stanno al mare. Le ferie prima del bilancio. Sacrosante. Ma anche il bilancio dovrebbe esserlo.
Così il consiglio comunale è colpito e affondato. Una magra figura, di fronte a una trentina di viterbesi. Genitori venuti a protestare per il rincaro dei buoni mensa, ma già che c’erano ne hanno approfittato per fischiare l’amministrazione Michelini.
Per il sindaco e i consiglieri, una mesta uscita dall’aula.
Dall’opposizione c’è già chi è pronto a dare battaglia. Il bilancio doveva essere approvato entro il 30 luglio. Sono state varate solo le tariffe, alcune il 31.
La minoranza si è rivolta al prefetto. Stando ai rappresentanti di centrodestra, quando sono stati ricevuti, la prefetta aveva spiegato d’avere avuto rassicurazioni sul fatto che ieri sarebbe partito il dibattito. Quindi tutto a posto.
Così non è stato e adesso Marini e De Dominicis sono pronti a dare battaglia.
“Il prefetto di Roma – spiega Marini (FI) – ha scritto ai comuni che non hanno approvato il bilancio, a Viterbo non è successo perché il centrosinistra aveva dato rassicurazioni.
Così non è stato”.
Un bel pasticcio. Con Insogna e Moltoni a un passo dal sottoscrivere la mozione di sfiducia proposta da De Dominicis (M5s), già appoggiata da dieci colleghi.
Una firma e poi tutti al mare. A tempo indeterminato.
Giuseppe Ferlicca
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