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Viterbo - Comune - Bilancio - L'assessora Ciambella promuove la manovra approvata e non teme il ricorso annunciato dall'opposizione

“Portino le nostre carte in tribunale, le loro già ci sono”

di Giuseppe Ferlicca
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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella 

Viterbo – Promuove la manovra approvata in consiglio. L’aumento della pressione fiscale c’è stata, ma salvaguardando servizi e fasce sociali deboli.

L’assessora al Bilancio Luisa Ciambella tira le somme di un dibattito in consiglio comunale durato trenta ore.

Boccia l’opposizione definita strumentale da parte del centrodestra e non teme ricorsi in tribunale sulle procedure. “Portino le nostre carte, le loro le stanno già esaminando”.

Mentre smonta le cifre presentate dalla minoranza, a cominciare dai 14 milioni di residui, per i quali si sono chiesti che fine abbiano fatto.

Dopo le trenta ore di consiglio comunale e il via libera alle tariffe, che voto dà alla manovra che la maggioranza ha portato a casa?
“Sicuramente come compattezza della coalizione 9 e mezzo e dal punto vista dell’operazione in senso stretto, che è stata molto responsabile almeno 8 e mezzo”.

Ancora una volta lamentate difficoltà, mancanza di fondi. Viene da dire che con i soldi a disposizione, il bilancio sono buoni tutti a chiuderlo…
“In un anno ci siamo visti tagliare qualcosa come sette milioni di euro dal Governo. Al netto dei tre alla spesa corrente fra gennaio e febbraio. Di conseguenza abbiamo tagliato il possibile, anche sulla parte gestionale. In comune abbiamo razionalizzato tutto, dall’uso della carta in su. Quasi un bilancio tecnico. Non lo è perché abbiamo mantenuto i servizi, che possono essere migliorati, ma che ci sono e vanno incontro a chi ha meno. Al tempo stesso abbiamo portato innovazione ed equità sociale per le famiglie, diversificando il pagamento per i servizi in base alla capacità contributiva. Un’operazione portata avanti con grande difficoltà. Dall’ultimo bilancio dell’amministrazione Marini a quello attuale ci hanno tolto 11 milioni di euro sulla spesa corrente. Sette solo tra il 2014 e il 2015”.

Non teme il ricorso annunciato dall’opposizione che ritiene illegittimo il modo in cui sono stati accorpati gli emendamenti e di conseguenza, illegittima anche la seduta di consiglio?
“Le nostre carte le portino dove meglio credono, non abbiamo paura. Intanto al vaglio della magistratura ci sono le loro. Abbiamo agito nell’interesse generale dei cittadini, loro con emendamenti, per la quasi totalità penosi. Hanno tentato di non far approvare la manovra che è indispensabile per garantire il pareggio di bilancio e i servizi ai cittadini. Soprattutto quelli che stanno peggio. Come se non bastasse, in nome della spending review, hanno deciso di tenere al lavoro dirigenti, funzionari e in generale tutto il comune in straordinario per 30 ore, per dare pareri a emendamenti tipo: in Italia non è consentito ricostituire il partito fascista”.

Quindi all’opposizione che voto darebbe?
”Dico che plaudo a questo laboratorio politico che parte da Viterbo. Va da Grillo a Berlusconi. Una collaborazione tra gli innovatori e l’Attila della scorsa amministrazione. Hanno portato avanti nelle trenta ore di consiglio, una battaglia strumentale per diminuire le tasse. Ma l’amministrazione Michelini lo ha fatto da sola, avendone avuto la possibilità, calando l’Irpef a 0,76 per mille. La manovra è scesa da tre a due milioni e 400mila euro, grazie ai tagli Irpef e Tari. Non credo che il sindaco delle occasioni perse, o Marini, Attila del capoluogo, siano credibili nel dare buoni consigli. Dovrebbero proprio smettere di darli. Anche perché, l’ex primo cittadino ha avuto una lunga carriera politica per metterli  in atto”.

E dalla vostra parte, invece?
“Noi siamo stati una corazzata. Ringrazio consiglieri e assessori. Quest’amministrazione sa assumersi la responsabilità di governare e lo ha dimostrato. Tutti insieme. Non siamo noi i vampiri che dissanguano i cittadini, ma e’ il sistema che ci costringe a diventare esattori in un paese dove nessuno in quarant’anni ha preso una decisione nella direzione dell’interesse generale”.

Dal centrodestra sostengono d’avere lasciato nelle casse comunali 14 milioni di residui attivi. Che ci avete fatto?
“Stanno dando i numeri al lotto. Tanto per essere precisi, quei 14 milioni di euro si sono sciolti come neve al sole, perché per legge li abbiamo dovuti togliere dal bilancio. Non esistono. Addirittura c’erano somme che risalivano al 1976. Non ci hanno lasciato nulla se non zavorra”.

E i nove milioni di debiti che avete contratto?
“Una menzogna delle tante. Quest’amministrazione è l’unica che ha riportato a casa i soldi di Esattorie e che sta rimettendo in ordine le cose. Certo, se avessi da spendere i dieci milioni di fondi svalutazione che abbiamo in bilancio per i disastri delle partecipate, forse potremmo garantire più servizi ai viterbesi. E pensare che c’è ancora chi è tentato di ripetere gli orrori del passato, chiedendo d’assorbire lavoratori Esattorie in Francigena. Noi abbiamo finanziato la gara per il sostegno all’ufficio tributi con formula di salvaguardia per i lavoratori Esattorie. Abbiamo mantenuto la parola, altri hanno fatto danni e continuano a denigrare. Grazie a questa scelta lavoreremo sulla lotta all’evasione fiscale senza confini, perché ci sono sempre i 16 milioni di tributi non pagati di cui non abbiamo ancora ricevuto tutta la documentazione da Esattorie. E continua la battaglia legale. Tutto questo immagino sia colpa nostra…”.

Come giustifica che Roma abbia approvato il bilancio nei termini e Viterbo non ci sia riuscita?
“Il nostro bilancio, così com’è stato modificato, risale a fine maggio. Il 3 giugno abbiamo avuto il sequestro di tutti i documenti per la vicenda rifiuti. Abbiamo dovuto chiedere il dissequestro, arrivato a fine giugno. Il dirigente, si capisce bene, è stato anche preso da altro. C’è poi tutta la partita del decreto enti locali, con tutti i ritardi. La tempistica è stata diversa, non mescoliamo le mele con le pere”.

Giuseppe Ferlicca


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4 agosto, 2015

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