Roma – Mafia capitale, Salvatore Buzzi, uomo chiave nell’inchiesta capitolina, in carcere a Nuoro, ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Prestipino e Ielo e Repubblica riporta dettagli delle risposte.
“Buzzi, come documentano i verbali – riporta Repubblica – risparmia l’ex sindaco Alemanno, “Non sapeva delle tangenti”, definisce la geografia della corruzione nel gruppo consiliare Pd che ha sostenuto la giunta Marino, muove accuse al governatore della Regione Nicola Zingaretti e al suo entourage: “Hanno preso soldi”.
Anche se spesso non è in grado di distinguere tra fatti e circostanze apprese in prima persona e voci raccolte da terzi o semplici deduzioni”.
Sul fronte regione, parla di una gara: “Da poco meno di un miliardo di euro, bandita nel 2014 per il centro unico di prenotazioni ospedaliere – riporta Repubblica – di cui Buzzi vincerà un lotto, prima che la gara venga annullata”.
Il quotidiano romano riporta le dichiarazioni di Buzzi: “La gara era in quattro lotti. Tre andavano alla maggioranza e una all’opposizione.
Era l’accordo che Storace aveva fatto con Zingaretti. Poi, al posto di Storace, noi mettiamo in pista Gramazio e Zingaretti dice: “Non ti preoccupare, fai questa cosa con Venafro (ex capo di gabinetto del governatore, ora indagato), ci penso io con lui”.
Repubblica prosegue: “Da quel momento in poi, si parla solo con Venafro.
Fatto l’accordo politico a monte con il presidente, poi parli con il capo di gabinetto.
Il capo di gabinetto fa l’accordo con Gramazio, il quale, per essere sicuro che venga rispettato, chiede un membro in commissione aggiudicatrice di gara”.
Il racconto di Repubblica prosegue: “Buzzi indica un uomo chiave nell’entourage di Nicola Zingaretti. Peppe Cionci”.
E stando al quotidiano, Buzzi spiega: “Gravita intorno a Zingaretti. È l’uomo dei soldi. Quando abbiamo fatto la campagna elettorale per lui, siamo andati da Cionci”.
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