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Soriano nel Cimino - Al via l'udienza preliminare

Lo filmano mentre fa sesso con una ventenne e lo ricattano

di Stefania Moretti

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale 

Soriano nel Cimino – Quindicimila euro in cambio di un filmino che lo riprendeva a fare sesso con una ventenne. In sei, ora, rischiano il rinvio a giudizio per estorsione e sfruttamento della prostituzione, a vario titolo.

La vicenda era rimasta al palo per anni: giudice incompatibile. Gli atti tornano al presidente del tribunale e, dal 2012, l’udienza preliminare salta al 2015. Se ne riparla la settimana prossima, quando il gruppetto di sei amici romeni tra i venti e i quarant’anni, comparirà davanti al gup Francesco Rigato.

I fatti, avvenuti a Soriano nel Cimino, risalgono all’estate del 2009. La ventenne si presta a fare sesso col commerciante. Hanno due rapporti, entrambi filmati dagli altri cinque, tra cui anche la sorella della ragazza e il fidanzato. 

Dopo l’amplesso, il ricatto: il gruppo, secondo le indagini del pm Renzo Petroselli, avrebbe minacciato di inviare il video hard alla moglie dell’uomo e ai giornali, a meno che il commerciante non si fosse deciso a sborsare 15mila euro.

Non basta: la presunta vittima vende automobili. I sei lo avrebbero costretto a dare loro una Mercedes gratis. Il bilancio è di due presunte estorsioni in pochi giorni, che il commerciante denuncia ai carabinieri.

L’intero gruppo finisce a giudizio. Tutti, tranne la ragazza, sono accusati anche di sfruttamento della prostituzione.

Alcuni di loro sono già noti alle cronache. Condannati – almeno in primo grado – per reati gravissimi. Come Octavian Nicolae Ilie: otto anni di reclusione inflittigli dalla Corte d’Assise di Viterbo per aver ridotto in schiavitù e sfruttato l’attività di prostituzione di L. e A., adolescenti romene costrette a vendersi negli appartamenti a luci rosse del centro.

L’altro è Damian Constantin Stelian, meglio conosciuto come “Stelika”. Anche lui implicato nella stessa, torbida vicenda di sfruttamento della prostituzione minorile di L. e A.: è Stelika a venderle a due albanesi che, insieme con Octavian Nicolae Ilie e altri, spartiscono i proventi della prostituzione. Sulla testa di Stelika pende una condanna a dodici anni in primo grado anche per tratta di esseri umani.

Stefania Moretti

 

19 settembre, 2015

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