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Viterbo - In comune il presidente Mecarini parla del trasporto - Stasera sotto la Macchina i racconti

“Gloria più rigida, ma si porta bene”

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Santa Rosa - IL presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

Santa Rosa – Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini 

Viterbo – (g.f.) – “Un po’ più rigida della precedente, anche se era previsto.

La stragrande maggioranza dei facchini comunque ha detto che Gloria si porta porta bene. Lo stesso peso degli anni precedenti”.

La conferenza stampa è per il quadro di santa Rosa recuperato e restaurato, ma la presenza fra gli ospiti del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini è l’occasione per fare il punto sul primo passaggio della Macchina di santa Rosa di Raffaele Ascenzi.

Un trasporto eseguito con maestria, anche nei momenti in cui c’è stato da risolvere qualche intoppo.

“Alla sosta tecnica a sant’Egidio – continua Mecarini – la Macchina si è spostata un po’ da una parte. L’avrete notato. Perché dopo il sollevate e fermi il cavalletto di destra non riuscita a entrare.

Il capofacchino Rossi ha ordinato lo spostamento verso sinistra per estrarre il cavalletto, quindi è stata riportata al centro per proseguire il cammino”.

Fino a piazza del Teatro. “Dove è stata effettuata una girata e tre quarti. Mai fatta. Due anni fa ne fu fatta una soltanto.

Lì i facchini hanno faticato abbastanza. La girata è difficoltosa per chi sta ai lati, spallette e ciuffi in particolare a capotaste”.

La precedente Macchina non ha creato problemi. “Fiore del Cielo si portava tranquillamente, senza problemi.

Io ho fatto 32 trasporti, 30 da ciuffo. Ricordo con maggiore apprensione quello del 1986. La Macchina pesava 80 quintali, è stato un miracolo arrivare a santa Rosa”.

Lo scorso anno, il passaggio straordinario a via Marconi.

“L’andata verso piazza della Repubblica è stata più lenta rispetto al ritorno. Perché ci siamo organizzati in cordata, ispirandoci ai vecchi trasporti. Fino a metà anni ’60 non c’erano corde, ma la Macchina era aiutata da persone che la tiravano davanti tenendosi per mano”.

Andando ancora più indietro, alle stampe del 1830 presentate stamani, è il sindaco Michelini a chiedere quali le differenze rispetto a oggi.

“Le Macchine dell’epoca erano qualcosa di diverso – osserva Mecarini – strutture più rigide, in legno, con maggiori difficoltà.

In epoca più recente, ricordo Armonia Celeste. Aveva un baricentro alto. Quand’è così si sente di più.

Spirale di fede, invece, era pesante ma la conformazione di traliccio e parte allegorica dava maggiore respiro”.

I facchini dell’epoca erano più forti? “Non lo so. Anche perché fino al 1967 non facevano la prova di portata. Quelli di oggi sicuramente sono molto più atletici”.

D’episodi da ricordare ce ne sono molti. Stasera i protagonisti, chi li ha vissuti in prima persona, li racconteranno sotto Gloria. Appuntamento alle 21.15. “Partiremo dagli anni ’50, coinvolgendo vecchi facchini. Me compreso”.


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9 settembre, 2015

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