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Viterbo - Caos nella maggioranza - Insogna e Moltoni replicano al primo cittadino: "Fa rimpiangere Marini e sta consegnando la città al centrodestra"

“Michelini come sindaco è un fallimento”

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Elezioni provinciali 2015 - Insogna e Moltoni

Insogna e Moltoni 

Leonardo Michelini e Sergio Insogna

Leonardo Michelini e Sergio Insogna 

Viterbo – “Se tutti i consiglieri di maggioranza che hanno criticato il sindaco in questi 2 anni di dovessero essere considerati dal sindaco fuori dalla sua maggioranza, Michelini dovrebbe prendere atto d’essere rimasto quasi da solo”.

A stretto giro di posta arriva la replica dei consiglieri Gal Sergio Insogna e Chicco Moltoni. Loro accusano Michelini d’essere la causa dell’immobilismo in comune e il primo cittadino fa sapere di non considerarli parte della maggioranza. Non hanno nemmeno votato il bilancio. Ma gli ormai ex rappresentanti di maggioranza non si scompongono. Mandano a dire al primo cittadino d’avere fallito e di star facendo rimpiangere Marini, riconsegnando al centrodestra la città alle prossime elezioni.

“Abbiamo appreso dal vostro quotidiano – dicono Insogna e Moltoni – che il coraggioso e leale Sindaco Michelini non ci considera in quota di maggioranza, poiché non abbiamo votato il bilancio, avvalendoci dell’articolo 47 comma 4, come altri colleghi di maggioranza”. Ovvero, rimanere in aula senza votare.

La dichiarazione di Michelini non è stata molto gradita. “Questi atteggiamenti qualificano anche la pochezza politica ed umana del personaggio, ma tant’è, ce ne faremo una ragione”.

Ma a proposito del bilancio: “La memoria fa difetto al sindaco e non si ricorda che lo scorso anno abbiamo garantito il numero legale per l’approvazione del bilancio 2014, e così tante altre volte sino a Luglio 2015, mentre altri colleghi erano assenti, qualcuno ingiustificato”.

Particolari. “Questo fatto diventa un dettaglio rispetto al vero problema che attanaglia la maggioranza di governo della città in cui una buona parte ha serie difficoltà a seguire amministrativamente il sindaco e la sua giunta.

Poi c’è chi si accontenta (e non sappiamo se gode) e c’è chi come noi e altri colleghi (Taborri già è transitato all’opposizione), che hanno un atteggiamento critico e pretendono una diversa gestione dei rapporti politici ed amministrativi, ma soprattutto stanno facendo i conti col fatto che dovevamo cambiare regole, sistemi e modalità di gestione amministrativa, ma non sta accadendo”.

Anzi, stiamo facendo rimpiangere il sindaco Marini e stiamo inesorabilmente consegnando, su un piatto d’argento, di nuovo al centrodestra il futuro governo cittadino”.

Tornano invece al bilancio: “Abbiamo posto alcune questioni serie sul modo in cui è stato affrontato e non discusso il bilancio stesso. In fase di dichiarazione di voto tutti gli intervenuti della maggioranza hanno contestato le modalità e la tempistica di gestione di questo fondamentale atto di competenza esclusiva del consiglio comunale.

Poi c’è chi ha votato turandosi il naso, a favore e altri hanno preferito appellarsi all’articolo 47 comma 4, dando un tempo tecnico di ravvedimento e di cambio di atteggiamento, pretendendo quel rispetto delle persone, delle regole democratiche e degli impegni elettorali presi prima del voto e non ancora mantenuti, rispetto che evidentemente non fa parte della cultura di governo del sindaco”.

Le conclusioni sono impietose da parte di Insogna e Moltoni.

“Crediamo che questa nuova dimostrazione di superficialità e ignavia da parte del Sindaco, serva a lui per cercare di coprire il suo fallimento come riferimento di una lista civica che lui stesso ha affossato e svenduto, fregandosene degli elettori e dei risultati ottenuti, per cui ha scelto di accanirsi su noi due, essendo lui politicamente ed umanamente debole con i forti e forte con i deboli.

E’ chiaro che vuole nascondere la testa sotto la sabbia e non vedere il suo fallimento come sindaco, in tutti i sensi.

Prenda esempio, con umiltà e pentimento, da quei sindaci dei comuni della provincia che difendono con i denti i propri territori, i propri cittadini ed i propri consiglieri comunali, non cedendo all’arroganza, alla prepotenza e alla presunzione, producendo effetti concreti e sviluppo economico tangibile. Vada a lezione e studi… citazione Santucci”.


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25 settembre, 2015

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