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Viterbo - E' quanto emerge da un rapporto voluto da Arci e dal consigliere regionale Riccardo Valentini

Un chilometro quadrato di beni pubblici inutilizzati

di Daniele Camilli

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Palazzo Doria Pamphilji

Palazzo Doria Pamphilji

Palazzo Calabresi

Palazzo Calabresi

L'ex tribunale vecchio

L’ex tribunale vecchio

Le ex terme Inps

Le ex terme Inps

Le ex terme Inps

Le ex terme Inps

L'ex ospedale vecchio

L’ex ospedale vecchio

L'ex ospedale vecchio

L’ex ospedale vecchio

L'ex ospedale vecchio

L’ex ospedale vecchio

Viterbo – Due chilometri quadrati di beni pubblici, uno completamente inutilizzato, edifici a volte in stato di abbandono. Tutti sul territorio del comune di Viterbo (fotocronaca – slide). Proprietari: regione Lazio, comune e provincia di Viterbo. Quindici metri quadrati ad abitante, 60 a famiglia. Un monolocale per ogni nucleo familiare residente nella città dei papi. Un chilometro quadrato, una superficie pari a quella di una piccola realtà comunale come Conca dei Marini in Campania (1,02 kmq) oppure Daré in Trentino Alto-Adige (1,15 kmq).

Un dato che emerge da un rapporto voluto dal consigliere regionale del Lazio Riccardo Valentini, capogruppo del Pd alla Pisana, e da Arci Viterbo. L’obiettivo? Recuperare i beni inutilizzati e farne una città diffusa della cultura.

Tra i beni inutilizzati – in tutto 143 su 484 – le ex Terme Inps inaugurate nel 1956 e concesse dalla regione Lazio al comune di Viterbo più di un anno fa per “espletare in maniera diretta la gara per la concessione del complesso termale”. Una gara che ancora non si vede. Per una struttura, in funzione fino al 1992, che dava lavoro a 105 dipendenti fissi e a circa 80 stagionali, arrivando ad avere anche 185 posti letto.

C’è anche palazzo Doria Pamphilj, 1.625 metri quadrati risalenti al XVII secolo, così come l’ospedale Grande degli Infermi in pieno centro storico. Un ospedale, un tempo gestito dalla Asl, che tra i suoi beni annovera anche 31 terreni poco fuori la città di Viterbo.

Chiuso negli anni ’90, conta 133mila metri quadrati di superficie e un valore di mercato che supera gli 8 milioni e mezzo di euro. A pochi passi da Palazzo dei Papi e dalla sede dell’amministrazione comunale in piazza del Plebiscito. Per non parlare dell’ex Tribunale di Piazza Fontana Grande dove nel 1952 venne condannato Gaspare Pisciotta, braccio destro del bandito Salvatore Giuliano, e nel 1911 si celebrò il primo processo contro la camorra napoletana. Sede oggi di qualche sporadica manifestazione e niente più.

C’è infine Palazzo Calabresi, 25 vani e due edifici annessi tra cui un palazzetto cielo-terra con affaccio su via Roma, la strada che collega la piazza del comune a corso Italia, principale arteria cittadina. Secondo una stima eseguita dall’agenzia del territorio, il suo valore supera i 2 milioni di euro. risalente al XV secolo, venne restaurato nel 1999 grazie al programma “Raffaello ’97” della Commissione europea che cofinanziò un progetto frutto di una collaborazione internazionale fra Italia (Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Lazio, Legambiente, comune di Viterbo), Svezia (istituto di conservazione dell’Università di Goteborg) e Inghilterra (società di comunicazione multimediale Goldshield Communications di Sheffield). Attualmente vuoto, per non dire abbandonato.

Tra i beni in uso, in tal caso del comune di Viterbo, ci sono invece 5 appartamenti – da non confondersi con le case popolari – e 20 locali commerciali, tra cui 8 bar, 3 ristoranti, una banca e un’orificeria. Tutti concessi a privati che per i primi pagano in media 220 euro di affitto al mese (si va dai 120 euro per una casa di 80 metri quadrati ai 314 euro per una di 140), per i secondi 1.300 euro (da 27 euro per un locale di 60 mq a 3.400 per uno di 220). C’è pure un cinema di 300 mq “locato” a poco più di 1.000 euro al mese. Prezzi che non rispecchiano affatto quelli del mercato privato. A Viterbo, infatti, per un appartamento nel centro storico di 70 metri quadrati si paga un affitto di circa 500 euro mensili. Per un locale commerciale si passa dai 1.650 euro (30 mq) ai 7mila (120 mq).

 Daniele Camilli


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19 ottobre, 2015

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