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Viterbo - A sorpresa arriva il punto sulla decadenza di Moltoni (Gal) e scoppia la rissa - Santucci e l'intera opposizione parlano di barbarie

“Mi vergogno di stare in questo consiglio comunale”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale 

Gian Maria Santucci - FondAzione

Gian Maria Santucci – FondAzione 

Viterbo - I consiglieri Sergio Insogna e Chicco Moltoni

Viterbo – I consiglieri Sergio Insogna e Chicco Moltoni 

Viterbo – “Mi vergogno di stare in questo consiglio comunale”.

Drammatico finale di un consiglio comunale drammaticamente inutile. Sono ormai le 20 quando arriva a sorpresa il punto sulla decadenza di Chicco Moltoni (Gal) e scoppia il finimondo.

Santucci (Fondazione) grida allo scandalo, ma tutta l’opposizione si accoda.

Si arriva praticamente allo scontro fisico, con gli impiegati di corsa a separare i consiglieri. Scontro fra consiglieri, fra consiglieri e assessore Barelli, fra consiglieri e presidente Ciorba. Clima da ring più che da consiglio comunale.

Per Moltoni è arrivata la sentenza della Cassazione per la vicenda Cev. Deve pagare 80mila euro di danno erariale. Non l’ha ancora fatto e con il punto in discussione parte la procedura d’incompatibilità e decadenza.

Ma il consigliere non c’è. E’ in Brasile.

“Come si fa – grida Santucci – a contestare l’incompatibilità a un consigliere che vi ha informati come dal 6 ottobre fosse fuori Europa per lavoro?”. La norma gli dà dieci giorni per regolare la situazione, ovvero pagare, oppure inviare deduzioni.

“Come fa in dieci giorni a rispondere dal Brasile? – continua Santucci – mi vergogno di stare in un’aula del genere. Che modo è di fare amministrazione e intendere la politica? Che cambia aspettare?

Nel primo consiglio utile, a novembre, se ne discute. Ancora non glielo avranno nemmeno comunicato. E’ un atto di barbarie mai visto prima”.

Il punto arriva al termine di una seduta tanto inutile quanto accesa. Unica discussione, il regolamento per gli alloggi. Bocciato. Dieci mesi di lavoro gettati al vento.

Alla fine, l’atto più importante del giorno sono state le felicitazioni a Martina Minchella per la laurea appena conseguita. Valeva la pena venire in consiglio.

Mentre il finale indegno è stato degno di una seduta da buttare.

Che la Cassazione avesse respinto il ricorso si sapeva dalla mattina. Come mai si sia arrivati nel giro di poche ore a discutere la decadenza, chi abbia deciso, anche probabilmente in assenza della documentazione necessaria, resta un mistero.

Forse c’è fretta di liberarsi del consigliere Moltoni.

Il centrosinistra ne ha parlato in maggioranza? Non si sa, ma è successo.

Il presidente Marco Ciorba, chiuso il punto sull’emergenza abitativa annuncia l’argomento successivo- La segretaria generale inizia a leggere tutta la procedura. Moltoni ha dieci giorni di tempo per pagare o inviare deduzioni. Altrimenti si avvia il procedimento irreversibile della decadenza.

“Un argomento di questa importanza – osserva Claudio Ubertini (FI) – affrontato quando ormai ci siamo messi il cappotto e con il diretto interessato assente. Non si è mai vista in nessuna parte del mondo una cosa del genere”.

Sergio Insogna, collega di Moltoni, chiede rispetto e Giulio Marini (FI) ci va giù pesante: “State adottando un metodo barbarico, per un’esecuzione che state portando avanti da un anno”.

Un brutto scivolone per una maggioranza incauta e precipitosa. Verrebbe quasi da dire, vista la fretta, anche un po’ giustizialista.

Francesco Serra (Pd) ci prova a rimediare. “Concordo con tutto quello che hanno detto i colleghi d’opposizione – osserva il capogruppo del Partito democratico – anche se si poteva dire con un tono più disteso. E’ giusto rinviare”.

Maurizio Tofani (Oltre le mura) concorda. “Vorrei che la stessa celerità – precisa Tofani – fosse utilizzata anche per argomenti che interessano la città”.

Il capogruppo Oltre le mura si trovava nella stessa situazione di Moltoni, poi ha regolarizzato la posizione.

“Moltoni – continua Tofani – si deve difendere da cosa? Me lo sono chiesto molto in questi anni. Dagli amici, forse. Sono i primi che ti vorrebbero dare una coltellata. O per un atto che nella mia consapevolezza sono certo d’avere fatto in modo corretto, amministrativamente e politicamente”.

Alla fine si vota il rinvio. Per coerenza con la linea tenuta finora, solo Gianluca De Dominicis (M5s) è contrario. Gli altri votano a favore.

Se ne riparla in presenza del diretto interessato.

Fatto l’appello finale tutti hanno fretta d’andarsene e probabilmente dimenticare una delle pagine più tristi che si siano viste in consiglio comunale.

Giuseppe Ferlicca


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23 ottobre, 2015

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