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Viterbo - Comune - L'assessore Delli Iaconi all'incontro pubblico - Presente il consigliere regionale Pd Panunzi che ha assicurato l'impegno della Regione per il settore

“Prima la concessione delle Zitelle poi il rilancio delle ex Terme Inps”

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L'assessore Antonio Delli Iaconi

L’assessore Antonio Delli Iaconi

Il sindaco Michelini

Il sindaco Michelini

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

Il consigliere regionale Enrico Panunzi (Pd)

Il consigliere regionale Enrico Panunzi (Pd)

Fausto Sensi delle Terme dei Papi

Fausto Sensi delle Terme dei Papi

Il presidente della Provincia Mazzola

Il presidente della Provincia Mazzola

Marco Sensi delle Terme dei Papi

Marco Sensi delle Terme dei Papi

L'incontro sul Termalismo

L’incontro sul Termalismo

Viterbo – Delli Iaconi: “Prima la concessione delle Zitelle poi il rilancio delle ex Terme Inps” (fotocronacaslide).

Un incontro mirato a riportare l’attenzione su un settore, quello del termalismo, da molti considerato strategico per lo sviluppo di Viterbo. L’iniziativa arriva dopo il sit in dello scorso luglio di Piazza democratica (Pd) e Solidarietà cittadina, proprio di fronte alle Terme dei papi. Tre i quesiti posti dai due movimenti: una sul numero dei pozzi abusivi, un’altra sul bando europeo per le ex Terme Inps e l’ultima sulla portata dell’acqua necessaria a portare avanti l’idea della città termale.

Città “anche termale” precisa il sindaco Leonardo Michelini in apertura. “Ho accolto questa richiesta venuta dal basso – dice Michelini -, perché dobbiamo fare massa per essere concorrenziali visto che la nostra realtà termale è unica. Da questo confronto, devono nascere le condizioni utili per rendere Viterbo una città anche termale. E non esclusivamente, perché questa è solo una delle potenzialità su cui possiamo fare affidamento”.

L’assessore Antonio Delli Iaconi è sceso nel dettaglio dei provvedimenti. “Lo studio dell’Unitus sulle risorse a disposizione è un grido d’allarme che ci dice che l’acqua termale è un bene che non si riproduce e che se usata male poi scompare. Vogliamo che l’acqua venga usata bene per individuare la portata necessaria a mantenere le attività imprenditoriali. Teniamo sotto controllo i pozzi grazie a dei contatori. Con un’ordinanza, infatti, è stata imposta l’installazione per verificare che non siano superati i cento metri cubi annui.

Mentre chi ha pozzi non in uso o abbandonati, li deve chiudere sempre a proprie spese.

Complessivamente sono stati censiti 130 pozzi nell’ambito del bacino termale. Otto ricadono all’interno della concessione mineraria.

Sullo stabilimento delle ex Terme Inps, per farlo, servono l’acqua, i soldi per gli investimenti e poi un imprenditore che metta insieme queste due cose. Una volta individuata la concessione delle Zitelle, saremo pronti a partire con un piano di sviluppo, tenendo conto dei fondi europei che la Regione metterà a disposizione ai progetti più validi”.

Panunzi, chiamato in causa, ha sottolineato come la Regione stia facendo la sua parte. “Nel 2014, abbiamo approvato la legge che concede al Comune di Viterbo la possibilità di espletare in maniera diretta la gara per la concessione del complesso termale ex Inps con cui individuare chi gestirà lo stabilimento.

Dobbiamo essere competitivi e, proprio nei giorni scorsi, abbiamo presentato il progetto “Call for proposal”, sul quale la Regione metterà a disposizione oltre 70 milioni di euro con lo scopo di stimolare e raccogliere proposte valide che permettano di attivare, da inizio 2016, i nuovi bandi Por Fesr 2014-2020 attinenti alle esigenze di reindustrializzazione del territorio.

Chiediamo in buona sostanza alle imprese, agli enti locali, alle associazioni, ai centri di ricerca diffusi nel Lazio, di costruire e consegnare proposte progettuali articolate di riposizionamento competitivo di territorio. Progetti che saranno valutati da un comitato scientifico. Abbiamo previsto una variazione di bilancio per finanziare uno studio dell’Università della Tuscia per aggiornare la situazione dei bacini termali della città per poi procedere con la gara.

Tutte le imprese, a prescindere dalla partecipazione iniziale, potranno essere destinatarie dei fondi. Voglio che certe leggende, come questa e quella della Trasversale, si realizzino. Da parte mia, c’è il massimo impegno”.

Ancora Dello Vicario. “La prossima settimana – ha detto il dirigente – faremo una riunione con Provincia e Regione in cui illustreremo l’ordinanza del sindaco che riguarda la chiusura mineraria dei pozzi all’interno della concessione del Bullicame. Vogliamo capire quanti emungono e quindi controllare la portata, obbligando l’istallazione di contatori. A breve, avremo una valutazione completa per capire se l’uso è effettivamente quello per cui sono stati dati”.

Pagano e Piscopo, più tecnici, hanno illustrato l’esistenza di tre poli termali. “Il primo al nord – ha detto il professore Piscopo – con 10 litri al secondo dal laghetto, le piccole sorgenti e i pozzi in concessione e non; quello al centro con 53 litri al secondo dal bullicame, le zitelle, il pozzo san Valentino, le piscine Carletti, le Terme dei papi e i minori. Infine, quello a sud con 16 litri al secondo da pozzi in concessione, sorgenti naturali e l’ex pozzo san Sisto. Dal censimento del 2011, fuoriescono 80 litri al secondo da pozzi e sorgenti”.

Tecnici, esperti e non solo. In molti, infatti, hanno provato a sostenere che non fosse un’iniziativa politica. Ha provato a specificarlo pure la consigliera Melissa Mongiardo che moderava l’incontro. “Non è un’iniziativa del Pd, ma del sindaco e nasce dalla sollecitudine di Solidarietà cittadina e Piazza democratica che da anni portano avanti questa battaglia. Non è vero che è stata invitata una sola area (quella di Panunzi, ndr)”.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, il presidente della provincia Mauro Mazzola, il segretario del Pd Andrea Egidi, la vice Manuela Benedetti, il segretario del circolo del Pd Carlo Mancini, le assessore Ciambella e Troncarelli.
Non è mancata la presenza degli imprenditori del settore. In prima fila, Fausto e Marco Sensi delle Terme dei papi. Soddisfazione è stata espressa in particolare da quest’ultimo. “Dopo anni – ha detto Marco Sensi – si torna a parlare si termalismo. Non solo a chiacchiere ma con fatti concreti per permettere anche a chi investe di capire come intervenire per lo sviluppo”.


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9 ottobre, 2015

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