Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In merito all’articolo volto a stigmatizzare la presenza di ripetitori ed apparecchiature elettroniche sulla torre dell’Orologio di piazza del comune mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni al fine di ricostruire la realtà dei fatti senza contaminazioni ideologiche o derive polemiche stucchevoli oltre che inutili.
Allo stato attuale è possibile precisare che gran parte dei dispositivi elettronici attualmente presenti sulla torre – la cui apposizione è materia, di norma, di stretta osservanza gestionale – sono stati installati in data antecedente all’insediamento della presente amministrazione, in esecuzione al progetto promosso dall’amministrazione provinciale denominato Hot spot e riguardante, tra gli altri comuni, anche il comune capoluogo la cui fornitura è stata approvata con determina dirigenziale n. 216 del 23 dicembre 2010.
L’autorizzazione comunale all’installazione invece è stata “rilasciata” dall’allora sindaco del comune di Viterbo Sig. Giulio Marini con nota di prot.n. 74 del 4 aprile 2011.
Fermo restando il rilievo in corso degli impianti tecnologici presenti, taluni altri dispositivi per la connessione tra il sistema di elaborazione dati degli uffici comunali (sede di Via Ascenzi e sede di Via Garbini) sono stati installati a seguito di quanto deliberato dall’amministrazione comunale di Viterbo con atto di G.C. n. 710/2005.
Sono presenti anche impianti di videosorveglianza per la sicurezza pubblica installati in attuazione ai progetti denominati “Vedetta civica”, “Vedetta monumentale” e “Vedetta Integrata, in attuazione alle deliberazioni della precedente Amministrazione, atti di Giunta comunale n. 260 del 14 ottobre 2008, n. 463 del 13 ottobre 2009 e n. 363 del 12 luglio 2011.
Per questa ragione, pure suscitando perplessità l’intempestività della segnalazione del sig. Cappelli (forse solo di recente residente o in visita a Viterbo) e allo stesso tempo della reprimenda dell’attuale consigliere comunale Santucci, specie in quanto già consigliere provinciale ed assessore provinciale dal 2010 al 2013, non posso che condividere l’opportunità e necessità di approfondire e verificare l’operato delle precedenti gestioni anche al fine di valutare, ove e se possibili soluzioni alternative meno impattanti dal punto di vista estetico e del decoro urbano, laddove dagli accertamenti disposti dovesse emergere la regolarità delle installazioni sotto il profilo autorizzatorio.
Luisa Ciambella
Vice Sindaco Assessore al patrimonio
L’unica perplessità , signora vicesindaca e assessora al patrimonio, in realtà è sulla sua intempestività e sulla sua approssimazione semantica. Mi sembra che lei usi le parole in modo per così dire lasco. Parla di “contaminazioni ideologiche” su questioni che sono questioni di fatto. Di “derive polemiche stucchevoli oltre che inutili”, senza che si capisca cosa voglia dire. Parla di “precisazioni” mentre in realtà dà ulteriori informazioni su dei fatti. Perché da precisare su quanto da noi scritto c’è ben poco visto che non abbiamo attribuito la responsabilità di questa bruttura a nessuno.
In realtà emerge che la sua preoccupazione è solo quella di attribuire la colpa a delle precedenti amministrazioni. Poteva dirlo con chiarezza tutta la colpa è di Marini. Non ci vuole mica molto a dire: “La boiata l’ha fatta Marini”. Ma noi non abbiamo detto qualcosa di diverso. Lei si preoccupa solo marginalmente della cafonata estetetica, che, anche fosse a termini di legge, lascia stupiti non pochi turisti. L’amministrazione Marini è responsabile, come dice lei. Ciò non toglie che lei, assessora al Patrimonio come tiene a sottolineare, in oltre due anni di governo della città non si è accorta di nulla. “Tutto va bene signora la marchesa” verrebbe da dire…
E tanto per scendere al suo livello polemico: in questi anni dove era lei a Vignanello? Sì, perché se lei dall’alto della sua efficienza, rimprovera a un nostro collaboratore di essere arrivato tardi e fuori tempo, lei è addirittura arrivata dopo. Incredibile. E dire che mentre Silvio Cappelli tenta di tutelare il patrimonio storico architettonico a gratis, lei e i suoi funzionari siete pagati e profumatamente. Ma voi, che in quel palazzo lavorate, non vi siete accorti di nulla. Come dire: bravi.
Le sue parole maldestramente ironiche per un cittadino che segnala una bruttura, la dicono lunga sui vostri metodi e sul vostro rapporto con chi ha forse commesso l’errore di votarvi. Lei ironizza, non comprendendo neppure che criticando chi si è accorto in ritardo, non fa che criticare sé stessa. Visto che lei, ripetiamo stipendiata come assessora, è arrivata addirittura dopo di noi.
Il tutto ha dell’incredibile, mi creda. Lei non sa fare il suo lavoro di salvaguardia del patrimonio e se la prende con chi, quando se è ne accorto, le segnala la bruttura.
Ultima cosa. Quella bruttura va tolta anche se tutto dovesse risultare in regola.
Altrimenti si va incontro a situazioni un po’ ridicole. Non credo infatti che ci sia una normativa che proibisca di mettere secchioni della differenziata dentro la sala Regia, ma credo e spero che a nessuno venga in mente una lordura simile.
Buon lavoro
Carlo Galeotti
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