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Viterbo - Chiesti 3 anni e 4 mesi

Spilla soldi al datore di lavoro, badante rischia grosso

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale 

Viterbo – Rischia una condanna a tre anni e quattro mesi la badante arrestata nel 2013 per estorsione al suo datore di lavoro.

E’ la richiesta del pm, al termine del processo per una 58enne bulgara, accusata di aver tentato di spillare 20mila euro a un pensionato.

Una storia in cui c’era molto di più che il solo risvolto professionale. La 58enne, attuale imputata, aveva risposto, anni fa, all’annuncio su Porta Portese di un pensionato: più che una ‘badante’, l’uomo cercava un amore. Una compagna per la vita. E credeva di averla trovata, almeno finché lei non viene arrestata per estorsione.

“Una storia di tristezza e solitudine”, la definisce  Maurizio Todini, avvocato di parte civile del pensionato. “Lui aveva intenzioni serie, aveva comprato un camper che le era costato 40mila euro per viaggiare insieme a lei”. Ascoltato in aula, il pensionato dichiarò di averla segnata come badante solo per farla stare in regola. Ma lui, in realtà, voleva una compagna con cui invecchiare e la delusione per tutta quella storia lo ha fatto addirittura diventare impotente.

Lei cambia di punto in bianco. Comincia a maltrattare il pensionato e gli chiede 5mila euro per liberarsi di lei. Dopo, ne pretenderà altri 15mila. E’ allora che scatta il blitz dei carabinieri che la arrestano. 

La donna ha sempre negato richieste extra: voleva solo i soldi che, come da conteggi del sindacato, le spettavano di diritto. Per la parte civile, in realtà, pretendeva il triplo: a fronte di un debito di soli 5mila euro, la badante ne chiede 15mila. E il pensionato, adesso, vuole 15mila euro di danni per quella richiesta insensata e spropositata e, soprattutto, per essersi approfittata dei suoi sentimenti.

A novembre parola alla difesa.


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9 ottobre, 2015

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