Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Polizia - Squadra mobile - Oculista indagato per violenza sessuale - Quattro casi in pochi mesi - In passato era già stato sospeso

Baci, carezze e mani sotto le gonne

Condividi la notizia:

Viterbo - Leon, la nuova macchina assegnata alla polizia

Viterbo – La polizia

La cittadella della salute, sede della Asl

La cittadella della salute, sede della Asl 

Viterbo – (s.m.) – Almeno quattro casi.
Quattro pazienti che lamentavano avances sessuali durante le visite oculistiche. Fatti gravi che, dalla Cittadella della salute, sono arrivati fino alla direzione sanitaria della Asl viterbese e, da qui, alla polizia.

Ventiquattr’ore dopo la giornata nazionale contro la violenza sulle donne, gli agenti della squadra mobile sono andati a notificare l’interdizione a un medico viterbese. Un oculista 64enne della Asl che, da ieri e fino a tempo indeterminato, non potrà più lavorare. 

La misura, chiesta dal pm Paola Conti, è stata applicata dal gip di Viterbo Francesco Rigato, in base alle indagini dei poliziotti di via Romiti, coordinati da Fabio Zampaglione, che lavoravano al caso da prima dell’estate.

Un’indagine avviata e mantenuta nel riserbo più assoluto e che non sarebbe stata possibile senza l’input decisivo della direzione sanitaria. Il resto lo hanno fatto gli agenti della sezione specializzata in abusi sessuali, chiamando una a una le pazienti che avevano segnalato le violenze.

Dai loro racconti sarebbe emerso che il medico lasciava prima trasparire le sue intenzioni usando un linguaggio estremamente confidenziale, poi baciava la paziente e, infine, allungava le mani e alzava gonne. In qualche caso sarebbe riuscito anche a calare gli slip alla vittima. 

Ora risponde di violenza sessuale e aspetta l’interrogatorio davanti al gip. Violenze ancor più gravi perché commesse da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle sue funzioni. Cioè da un medico accusato di approfittare della sua professione e della naturale vulnerabilità delle pazienti, dettata dalla preoccupazione per motivi di salute: unico motivo che le aveva spinte a recarsi nel suo studio. Una vicenda che ricorda quella dell’infermiere caposala all’ospedale Andosilla di Civita Castellana, condannato in via definitiva a cinque anni e quattro mesi e arrestato sempre dalla squadra mobile viterbese nel 2011, dopo aver violentato una paziente sdraiata sul lettino a smaltire l’anestesia.

Quattro casi, quelli contestati all’oculista, almeno tre dei quali recentissimi, che non è escluso diventino di più.
Il sospetto degli inquirenti, infatti, è che non tutte le pazienti abbiano segnalato le avances del medico, anche solo per imbarazzo o difficoltà ad ammettere che uno sconosciuto abbia cercato di invadere il loro spazio più intimo.

Già nel 2012, lo stesso medico era stato sospeso, in seguito alla segnalazione di una paziente, ma non era stata sporta una formale denuncia alle forze dell’ordine. Risultato: un procedimento amministrativo e un breve periodo lontano dal posto di lavoro dove poi è tornato e dove, secondo gli investigatori, ha continuato a molestare pazienti indifese. A conferma che il contrasto alla violenza sulle donne dipende soprattutto dalle donne.


Condividi la notizia:
27 novembre, 2015

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR