--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Polizia - Digos - Operazione "Easy to place" - Smantellata organizzazione che procurava visti di ingresso in Italia, rilascio e rinnovo di permessi di soggiorno con falsi contratti di lavoro - 13 indagati

Favorivano l’immigrazione clandestina, due arresti

Condividi la notizia:

Operazione "Easy to place", la conferenza della Digos per illustrare i dettagli

Operazione “Easy to place”, la conferenza della Digos per illustrare i dettagli

Il capo della Digos di Viterbo Monia Morelli

Il capo della Digos di Viterbo Monia Morelli

Operazione "Easy to place", i documenti sequestrati dalla Digos

Operazione “Easy to place”, i documenti sequestrati dalla Digos

Operazione "Easy to place", i documenti sequestrati dalla Digos

Operazione “Easy to place”, i documenti sequestrati dalla Digos

Operazione "Easy to place", lo schema dei flussi migratori emersi dall'indagine

Operazione “Easy to place”, lo schema dei flussi migratori emersi dall’indagine

Operazione "Easy to place", il dirigente della Digos Monia Morelli illustra l'indagine

Operazione “Easy to place”, il dirigente della Digos Monia Morelli illustra l’indagine

Viterbo – (s.m.) – Falsi contratti di lavoro per il permesso di soggiorno (video).

Sono 13 gli indagati dalla Digos per l’organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina scoperta dagli agenti in due anni di indagini.

Al vertice, due cinquantenni pakistani, uno residente in provincia di Viterbo e l’altro a Roma, per i quali il tribunale di Viterbo ha spiccato un’ordinanza d’arresto. Solo il pakistano-viterbese è effettivamente ai domiciliari: dell’altro si è persa ogni traccia. Probabilmente è già volato all’estero, ma le ricerche vanno avanti.

Una vera e propria rete di contatti fittissimi, quella scoperta dagli uomini della Digos viterbese diretti da Monia Morelli, che hanno chiamato l’operazione “Easy to place”. 

“Siamo partiti da una segnalazione alla Digos di Firenze per un muro imbrattato con scritte anarchiche nel 2014 – spiega Morelli -. Le aveva fatte un cittadino pakistano che, in quel periodo, abitava in provincia di Viterbo, nello stesso appartamento in cui viveva anche il suo connazionale da noi arrestato in questa indagine. Andando a riaprire fascicoli vecchi anche di sei anni dell’ufficio immigrazione abbiamo scoperto che almeno una cinquantina di immigrati irregolari è passata per quell’appartamento”.

I due arrestati risultavano imprenditori, titolari di aziende di import-export di prodotti pakistani. 

Per 1000-1500 euro, avrebbero procurato visti di ingresso in Italia, rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno, attraverso contratti di lavoro fittizi da esibire all’ufficio immigrazione, preferibilmente a quello viterbese, meno affollato di quello romano e, di conseguenza, più veloce.

Il tariffario era standard: 300 euro per l’alloggio, 700 per il falso contratto di lavoro, più gli extra dei contributi che, in teoria, doveva versare il datore di lavoro, in pratica erano a carico di chi accettava di pagare pur di restare o entrare in Italia.

Nella maggior parte dei casi, gli immigrati arrivavano direttamente dal Pakistan o dall’India e venivano fatti risultare come dipendenti delle aziende degli arrestati. Le donne come badanti. Una ha denunciato di aver pagato per ottenere un permesso di soggiorno per lavoro, dopo quello – non rinnovabile – per fini umanitari. C’era anche chi veniva dal Medio Oriente e arrivava in Italia attraverso il passaggio in paesi dell’area Schengen come la Bulgaria.

Una ragnatela di contatti tra Italia, Pakistan, Medio Oriente e anche paesi europei come Bulgaria e Francia per garantire l’ingresso. E poi, il bacino inesauribile degli immigrati già residenti in Italia, specialmente a Roma, con il permesso di soggiorno da rinnovare e con i quali gli arrestati riuscivano facilmente a prendere i contatti.

Bilancio: due arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della permanenza irregolare sul suolo italiano. Undici denunciati a piede libero per uso di atto falso e falso ideologico, per i finti contratti di lavoro presentati all’ufficio immigrazione.

Il pakistano residente nel Viterbese, incensurato, aveva un permesso di soggiorno di lungo periodo: aveva fatto domanda per ottenere la cittadinanza italiana. Ora è ai domiciliari, mentre l’ufficio immigrazione sta vagliando una a una le pratiche degli stranieri rivoltisi agli arrestati: rischiano tutti di dover fare le valigie. 

Un’operazione che dimostra che i controlli in tema di immigrazione, a Viterbo e provincia, non sono mai mancati, neanche prima degli attentati di Parigi. Ora la vigilanza è ancor più rafforzata.


Condividi la notizia:
27 novembre, 2015

Operazione Easy to place ... Gli articoli

  1. Mille euro per entrare o restare in Italia
    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR