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L'irriverente - Moderati e Riformisti - L'associazione formerà politici o solo liste elettorali?

Fioroni, i moderati e il fastidio per la politica

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini 

Viterbo – Infastidisce quando i politici parlano di impegno “per la gente”, quasi che essi non lo fossero ma, casta a parte, volino sopra le buche delle strade dove la gente inciampa, lascino alla sola gente corsie inumane d’ospedale e scuole malridotte, considerino parti naif del paesaggio gli autobus scassati ed i treni stracolmi della gente che va al lavoro o a cercarlo.

Quando l’onorevole Fioroni, nell’intervista a Tusciaweb sulla nuova “Associazione culturale politica di moderati e riformisti” (che stante il personaggio non sarà solo un fatto viterbese) parla di un paese governato “con meno del 50% della gente”, fotografa la conseguenza di quel fastidio della gente, la quale, dice lui, si è “rassegnata a votare per qualcuno perché ti ha promesso qualcosa, un do ut des da supermercato”.

A suo conforto, va detto che questo non è novità dei suoi anni da parlamentare, perché all’inizio della repubblica, il 1° dicembre 1946, un uomo con gli stessi ascendenti culturali, don Primo Mazzolari, riformista quasi rivoluzionario aborrito dai conservatori di Pio XII, osservava “Non siamo abituati a sentire la politica come salvezza comune e i cittadini sono piuttosto clienti che votano per un particolare interesse”.

La cosa sta oggi avendo però preoccupanti caratteri da deficit di democrazia ed allora sia benvenuta qualunque associazione, purché serva a far contare la gente, a far discutere delle cose della gente anche con gli eletti dalla gente, i quali le devono capire per scegliere e dividersi sulle scelte. Quanto lontano da questo il cosiddetto partito della nazione che nascerebbe dalla assolutamente non provata fine della distinzione tra destra e sinistra per raccogliere a strascico consensi interessati de “laqualunque” richiesti in mancanza d’altro o subliminalmente imposti da tv e giornali amici (del potere, quasi tutti, sempre).

Rivoluzione del momento che quando al pari di tutte le rivoluzioni mangerà i suoi figli, lascerebbe il deserto se non ci fossero – come negli ultimi anni del fascismo – luoghi, associazioni in cui si è continuato a dibattere (servirà anche a questo, ad essere pronti “per il dopo”, l’Associazione dei moderati riformisti?)

Fioroni nell’intervista si è rifatto a don Sturzo, correligionario e suo antico dante causa.

Chi era costui? Un prete che voleva fare l’insegnante ed invece nel 1919 fondò un partito di cattolici democratici che però doveva agire da laico. Così laico che appena la Chiesa strinse la mano a Mussolini col Concordato, lui, non gradito al Regime, fu vivamente consigliato da Oltretevere di andarsene in esilio.

Quando ritornò e diventò anche senatore a vita, ripeteva spesso che se avesse potuto avrebbe rifatto “ il consigliere comunale, per essere nella concretezza delle cose, nel contatto immediato con l’uomo minuto, senza alcun diaframma fra il popolo e l’autorità”. Opportuno, quindi, il richiamo di Fioroni a Sturzo dato che la nuova associazione nasce dai movimenti, dalle liste civiche.

Ma poiché essa sarebbe anche culturale, val la pena ricordare che per quel prete “l’uomo politico non si improvvisa” .

Dunque, prima che a formar liste come un partitino qualsiasi, quest’associazione si impegnerà anzitutto nella formazione dei politici?

Vedremo.

Renzo Trappolini

 


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15 dicembre, 2015

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