Viterbo – “Nessuna concorrenza con il Pd, ma al Pd chiediamo pari dignità”.
A San Martino al Cimino il battesimo ufficiale dell’associazione politico-culturale Moderati e Riformisti e il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, da neo presidente, getta le basi del nuovo soggetto politico e un po’ anche culturale.
L’esperimento partito alle elezioni provinciali prende le sembianze di un’associazione. Soci fondatori, oltre a Michelini, Marco Ciorba, nominato tesoriere, Paolo Simoni, Alessandro Romoli, Filippo Rossi, Angelo Corsetti e Mauro Giovanale (Fotocronaca: Moderati e Riformisti, il debutto – slide).
“Nessuna concorrenza con il Pd – dice Michelini – ma il Pd deve dare pari dignità a chi può mettere in piedi un percorso per vincere”. Alle elezioni, ovviamente.
“Come comune – continua Michelini – siamo all’interno di Experience Etruria. Siamo in diciassette e solo Viterbo è capoluogo di provincia, ma io ho sempre invocato pari dignità per tutti. Noi siamo uguali agli altri”.
In prima fila c’è Giuseppe Fioroni. Dice d’essere stato invitato, accanto ha Luisa Ciambella, dall’altra parte, Filippo Rossi, Giacomo Barelli, Paolo Simoni, Raffaela Saraconi, fino ad arrivare a Paolo Moricoli, l’ala più “sinistra” dei Riformisti, anche se da tempo l’ex Sel si è spostato politicamente più in zona centrale.
Reduci dalle serate in discoteca alla consolle, ci sono pure Maurizio Tofani e Alessandro Romoli.
Palazzo dei Priori in generale è ben rappresentato in zona civica. Il gruppo unico consigliare in sala sembra già formato. Quindi amministratori da un po’ tutta la provincia. Si vede anche Regino Brachetti.
Circa 150 i presenti, stando ai conteggi del banco registrazioni all’ingresso. Il direttivo è composto da 120 persone, ma al momento sono stati eletti solo 107 componenti. Evidentemente si attende l’arrivo di qualcun altro. C’è ancora posto. Eletti presidente e tesoriere, nei prossimi giorni saranno designati gli altri ruoli.
Un incontro nel giorno della Leopolda. “E’ stata una grande festa – spiega Luisa Ciambella – sono stata invitare a portare i saluti e quindi non ho potuto partecipare alla Leopolda, ma lo è comunque pure questa.
Un luogo di confronto e apertura. Il Pd è il mio partito ed è dove voglio stare, ma non siamo autosufficienti. A Viterbo abbiamo ottenuto il 20 per cento, le civiche hanno sfiorato il 30. Non è ingenerosità verso il Partito democratico, ma realismo politico”.
Primo banco di prova nella Tuscia, le prossime elezioni comunali. “Obiettivo chiaro è avere come interlocutore e alleato il Partito democratico e il centrosinistra – spiega Giuseppe Fioroni – oggi mi hanno invitato, ma se non fosse così io non starei qui.
A livello nazionale spero che si faccia il partito della nazione. Con una destra che non c’è più, la “nostalgicità” di Giorgia Meloni, che è oltre la nostalgia e il vuoto pneumatico di Salvini, non danno casa agli elettori italiani che non si riconoscevano nella sinistra.
Noi abbiamo un grande candidato e presidente del consiglio, ma abbiamo anche la necessità di avere un’alleanza, perché bisogna allargare la base democratica.
In questo io sono anziano come lo era Moro, quando diceva che i governi autorevoli, dalle città allo stato, sono quelli che rappresentano il 51 per cento degli aventi diritto al voto.
Quando si va sotto quella soglia, la tua autorevolezza è il percepire che c’è una maggioranza del paese che ti ritiene una cosa inutile e io penso che questo lo dobbiamo sconfiggere”.
Al microfono si sono succeduti in molti e quando tocca a Filippo Rossi, ne approfitta per rispondere a Gianmaria Santucci (Fondazione) che aveva bollato l’iniziativa come pornografia politica.
“Ognuno di noi – dice Rossi – è il film porno di qualcun altro. Santucci ha usato quella parola e secondo me noi siamo il suo film porto e sta lì, masturbandosi pensando a noi”.
Giuseppe Ferlicca
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