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Viterbo - Carabinieri - Nei guai 42enne di Capodimonte - Oltre alle minacce, le nascondeva anche la droga in auto per incastrarla

Perseguita e calunnia la ex, chef ai domiciliari

Carabinieri

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Viterbo – Perseguita e calunnia la ex, chef di Capodimonte ai domiciliari.

I carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo, al termine di una delicata attività investigativa, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di C.P., chef 42enne originario di Capodimonte, per i reati di stalking, calunnia e danneggiamento nei confronti di una giovane donna. Nonché detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

La misura è stata emessa dal Gip di Viterbo su richiesta dei pm Stefano D’Arma e Massimiliano Siddi che hanno coordinato le indagini, sulla base delle risultanze investigative acquisite dagli uomini dell’arma.

La vicenda inizia un anno fa, dopo che la donna aveva interrotto una breve relazione con l’uomo. Non rassegnato alla conclusione del rapporto, inizia una serie di minacce e azioni diffamatorie nei confronti della vittima e dei suoi familiari.

Dopo una prima denuncia della donna, il Gip di Viterbo vieta all’uomo di avvicinarsi alla giovane e ai luoghi da lei frequentati.

Nonostante il provvedimento, l’uomo continua a perseguitare la donna. In particolare, a metà settembre, la accusa di essere coinvolta in un rilevante traffico di cocaina tra la Tuscia e l’Umbria con canali di rifornimento nella capitale. Nasconde nell’auto dell’ex compagna anche un notevole quantitativo di cocaina per poi fare una “soffiata” ai Carabinieri.

Dopo una serie di indagini, è però emersa l’estraneità della donna e si appurava l’occultamento della droga da parte dell’uomo, previa forzatura dell’auto, ponendo in essere una vera e propria calunnia reale. Nelle settimane successive l’uomo continuava, anche con telefonate e sul web, a perseguitare la donna e i suoi familiari.

Gli accertamenti effettuati dai militari del nucleo investigativo hanno quindi consentito di scagionare la giovane da ogni accusa in merito alla detenzione dello stupefacente trovato nella sua autovettura e poi consentito al Gip di Viterbo di emettere, nei confronti del 42enne, la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, notificata in mattinata dai Carabinieri nella sua abitazione e ritenuta idonea a impedire all’uomo la reiterazione dei gravi fatti contestatigli.

30 dicembre, 2015

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