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Viterbo - Comune - Crolla la maggioranza - Dopo Taborri un altro no alla richiesta d'aiutino all'opposizione

Anche Micci sbatte la porta in faccia a Michelini

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Viterbo - Il consiglio comunale Elpidio Micci

Viterbo – Il consiglio comunale Elpidio Micci 

Viterbo – (g.f.) – Anche Elpidio Micci sbatte la porta in faccia a Leonardo Michelini.

Nel tentativo d’ottenere un aiutino dall’opposizione per risollevarsi dalla crisi in comune, il sindaco di Viterbo ha ottenuto il due di picche da Goffredo Taborri e anche da Micci.

Il consigliere oggi nel gruppo misto, è fra quelli cui la maggioranza starebbe facendo la corte, per chiedere un atteggiamento benevolo in consiglio comunale.

Purtroppo per il centrosinistra, invano.

“Non ho nessuna intenzione di fare da stampella a questa maggioranza – dice Micci – occorre essere rispettosi verso il voto espresso dai cittadini.

Se sono in grado di ricomporre la spaccatura vanno avanti, altrimenti ne traggano le conclusioni”.

Micci non ci sta. Nemmeno, magari, a essere assente a una seduta di consiglio, in modo che in seconda convocazione il centrosinistra, pur senza i sette Pd dissidenti, riuscirebbe ad avere i numeri.

“Anche se si tratta di un’operazione matematica non va bene lo stesso. O hanno i numeri per governare o vanno a casa”.

Micci non si è lasciato conquistare dalle lusinghe della maggioranza. “Non c’è nessuna volontà nel volerli sostenere. In questo momento di confusione contattano tutti. Da me non sono venuti direttamente, ma mi hanno fatto capire qualcosa.

Sondando il terreno per capire se poteva esserci una possibilità. Ipotesi che non ho preso nemmeno in considerazione”.

L’esponente d’opposizione non ce l’ha solo con il sindaco Michelini che si ostina a voler rimanere al proprio posto, ma pure con i sette colleghi del Pd che lo hanno sfiduciato ma solo informalmente.

“Quanto deve andare avanti questo teatrino? Si decidano una volta per tutte, mettendosi una mano sulla coscienza, perché a rimetterci è la città”.

Cosa dovrebbero fare, Micci ce l’ha ben chiaro: “O presentano la sfiducia insieme all’opposizione, oppure si dimettono. Bastano diciassette consiglieri che lo facciano contemporaneamente e l’amministrazione è finita.

Per quanto mi riguarda, se c’è da firmare la sfiducia o le dimissioni, giusto il tempo d’arrivare da Grotte Santo Stefano a Viterbo ed è fatta”.

C’è il rischio che la situazione si trascini ancora. “La gente è incavolata, perché oltre a quello che non va e non andava nemmeno prima, ora si somma pure l’incapacità nel trovare sbocchi a una situazione che è tutta politica. Con il sindaco e quel che resta della maggioranza impegnati ad allungare il brodo.

Mentre ci sarebbero provvedimenti importanti da prendere, ma è tutto bloccato, gli uffici paralizzati e i lavoratori demoralizzati.

In comune c’è un senso generale di sconforto”.

Nel frattempo, le voci su aiutini richiesti dal centrosinistra all’opposizione si moltiplicano. Le ultime voci parlano pure di tentativi di contatto con Vittorio Galati e addirittura Giulio Marini. Della serie, tentar non nuoce.


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21 gennaio, 2016

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