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Viterbo - Don Emanuele Germani al funerale nella chiesa a Villanova di Luigi Marinelli, il cinquantenne precipitato col deltaplano lo scorso sabato

“Le sue ali si sono spezzate, Dio le ha ricomposte”

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Luigi Marinelli

Luigi Marinelli 

Viterbo - Villanova - I funerali di Luigi Marinelli

Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

Viterbo - Villanova - I funerali di Luigi Marinelli

Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

Viterbo - Villanova - I funerali di Luigi Marinelli

Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

Viterbo - Villanova - I funerali di Luigi Marinelli

Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

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Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

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Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

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Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

Viterbo - Villanova - I funerali di Luigi Marinelli

Viterbo – Villanova – I funerali di Luigi Marinelli 

Viterbo – “Le ali di Luigi si sono spezzate, ma Dio le ha ricomposte” (fotocronacaslide).

Don Emanuele Germani ricorda la passione di Luigi Marinelli per il volo e il cielo. Il 50enne viterbese è precipitato col deltaplano lo scorso sabato. Ha perso la vita, lanciandosi col suo velivolo dalle colline di Norma, in provincia di Latina.

In tanti, oggi, hanno partecipato al funerale nella chiesa a Villanova. Amici e conoscenti si sono stretti al dolore della famiglia di Luigi. In chiesa, sulla bara la maglietta dei Deltasauri. Tutt’intorno fiori per ricordarlo.

“Desidero esprimere le condoglianze alla famiglia di Luigi – ha detto il sacerdote all’inizio dell’omelia -, al papà e alla mamma, ai due figli, alla sorella. A tutti i parenti.

Questa cerimonia ha un tono triste, perché triste è stata la morte di Luigi. Una tragedia di fronte alla quale dovremmo fermarci per un istante. Fermiamoci perché i nostri cuori e le nostre menti, davanti a questa sofferenza, non riescono a darsi delle spiegazioni. Non riusciamo a rassegnarci.

Proviamo fatica a capire perché sia avvenuto tutto questo e ancor più fatica a voler credere ancora in un Dio buono. La morte pesa nei nostri cuori.

Gesù, però, nei suoi insegnamenti, non si sofferma mai sulla parola morte. Va sempre oltre e parla di vita. Dio non fa preferenze ed è il Signore di tutti. E oggi lo è anche di Luigi, accogliendolo a braccia aperte.

Parole che sembrano tornare troppo spesso in questi momenti dolorosi. Ci appaiono scontate, ma che il Signore desidera dire ai nostri cuori, perché la morte è una realtà. Ci accomuna tutti e ci rende uguali. Quando poi è improvvisa ci chiede di essere pronti”.

Quindi un messaggio di speranza alla famiglia di Luigi. “Siamo in tanti a manifestarvi vicinanza. Lo facciamo con la nostra presenza, perché con le parole è difficile. Preghiamo per voi e questa unione è l’apice dell’amore.

La vita è il tempo dell’attesa del giorno del Signore. Queste perdite improvvise ci lasciano una voragine. Ci fanno riflettere, però, sul senso dei nostri giorni e di quanto dovremmo usarli meglio.

Crediamo nella resurrezione e nel paradiso. I giorni che abbiamo su questa vita ci preparino anche alla vita eterna e all’incontro col Signore. Non li sperperiamo in cose inutili”.

Il parroco ha quindi ricordato Luigi anche grazie ai racconti che gli amici del 50enne gli hanno fatto di lui. “La morte di Luigi ci insegna a pensare a una vita fatta di opere buone.

Conoscevo i suoi genitori e in particolare la mamma. Luigi era una persona coraggiosa. Amava il cielo e amava volare. Era attento e premuroso. Era anche prudente come mi hanno detto gli amici che volavano con lui. Credeva in quello che faceva. Tutte belle virtù che ci lascia e che lascia ai suoi figli.

Gli amici mi hanno detto ancora che, quando saliva sul deltaplano, gli occhi gli diventavano piccoli come quelli di un bambino che scarta i regali di Natale. Le sue ali, misteriosamente, si sono rotte. Ma il Signore le ha ricomposte. Sono quelle degli angeli che lo prendono e lo accompagnano nella casa del Padre dove ci saranno per sempre cieli nuovi e nuova terra”.

Alla fine della cerimonia, la bara di Luigi è stata portata a spalla nell’ultimo viaggio.


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26 gennaio, 2016

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