Viterbo – (g.f.) – A Viterbo i cinema chiudono, la biblioteca a viale Trento apre una sala cinematografica.
E’ il Cinema nelle biblioteche, progetto di regione e Anac, (associazione autori cinematografici), che la Biblioteca consorziale ha sposato, pronta a portarlo sul grande schermo.
Venti film che tra marzo e settembre saranno proiettati alla biblioteca consorziale. La sera e la mattina per le scuole. Oltre a Viterbo, nella Tuscia anche a Canepina, Vignanello e Soriano.
“Abbiamo una sala audiovisiva – spiega Paolo Pelliccia, commissario straordinario del consorzio – con le ultime tecnologie che va ad aggiungersi ai fondi di Rossellini e Scaparro e l’ultimo, che arriva da Alibrandi, in particolare per dotarci di testi su cinema e teatro, che stiamo acquisendo”.
Anche la sala cinema è frutto di donazione.
“Una mattina mi ha chiamato una persona – ricorda Pelliccia – e mi ha chiesto cosa potesse fare per la biblioteca. Io per abitudine ho sempre in tasca un preventivo, avevo quello della saletta cinematografica.
Gli ho detto, puoi fare questo. Ha accettato e posso assicurare che si tratta di una cifra ingente”. Un donatore che ha voluto rimanere anonimo.
A viale Trento la conferenza di presentazione con l’assessora regionale a Cultura e Politiche giovanili Lidia Ravera.
“Non solo ha partecipato – osserva Pelliccia – ma ha voluto fortemente il cinema nelle biblioteche. In questo modo il cinema acquisisce nuove arene e le biblioteche una funzione nuova e un’idea nuova di amministrare e pensare la cultura”.
Ravera non vede l’ora di conoscere l’impatto che avrà l’iniziativa. “A Roma – ricorda l’assessora Ravera – ci sono quaranta cinema chiusi, quaranta morti. La destinazione d’uso non si può cambiare e restano così.
Il cinema nelle biblioteche mi piace perché mi piacciono le biblioteche, questa in particolare. Sono la democrazia nella cultura.
Diamo la possibilità di conoscere un cinema altro, per certi versi più interessante con storie meno ovvie”.
Se in biblioteca ci sono i libri, deve esserci anche il cinema, per Pasquale Scimeca, regista. “Il problema delle sale che chiudono non si risolve – osserva Scimeca – perché sono economicamente non attraenti.
Ma si può risolvere con altri luoghi. La politica può incentivare simili iniziative.
Può diventare una proposta nuova. La biblioteca possiede un film che mette a disposizione nel tempo.
Io ho girato pellicole come Rosso Malpelo o Placido Rizzotto per le quali mi arrivano decine di richieste per farli vedere. Sarebbe bellissimo andare nella biblioteca di Viterbo e poterlo vedere gratuitamente”.
Una bella occasione, secondo Rossetti dell’Anac: “Come partenza, in fase sperimentale, siamo arrivati a sedici biblioteche. Le altre rimaste fuori ci hanno contattato, chiedendo d’entrare.
Nel Lazio ci sono trenta o quaranta strutture in grado d’accogliere questo progetto. Se lo moltiplichiamo a livello nazionale, potremmo avere circa 500 punti visione.
Una grande opportunità per i cineasti”.
A Viterbo il consorzio biblioteche va avanti. Nonostante tutto e nonostante la legge Delrio che ha riformato le province, dando una mazzata alla biblioteca.
“Molte volte – osserva Pelliccia – sarebbe tutto più semplice, invece si complicano le cose”. L’assessora Ravera vede la legge come un problema, ma aspetta per un giudizio complessivo sulla riforma: “Le province avevano la gestione sulla cultura, adesso l’impegno lo deve prendere la regione, anche se ente più distante.
A Viterbo per il settore biblioteche abbiamo investito 227mila euro.
Si cerca di finanziare quelli che sono gli avamposti d’alfabetizzazione sul territorio”.
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