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Tribunale - Direttissima - Viterbo - Il giudice ha convalidato l'arresto e rimesso in libertà il giovane presentatosi contrito e avvilito in aula

Sparatoria al semaforo, il 25enne: “Chiedo scusa”

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Viterbo - La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola

Viterbo – La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola 

Viterbo - La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola

Viterbo – La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola 

Viterbo - La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola

Viterbo – La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola 

Viterbo - La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola

Viterbo – La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola 

Viterbo - La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola

Viterbo – La Scenic con il lunotto sfondato da un colpo di pistola 

Viterbo – Pentito, avvilito e in lacrime.

Ha chiesto scusa in tribunale P.B., il 25enne che, sabato mattina, ha sparato al lunotto posteriore di un automobilista 45enne che andava a prendere la figlia a scuola (fotocronaca – slide).

All’origine del gesto del giovane, motivi di viabilità: il 45enne, in coda davanti a lui al semaforo, si era fermato col giallo in via Isonzo. Abbastanza da far impugnare la pistola al 25enne e sparare all’incrocio successivo di via Pietro Vanni.

Accanto a lui, sul sedile del passeggero, la fidanzata, mentre il conducente della Megane Scenic dal vetro sfondato solo per caso non aveva in macchina con lui la figlia piccola sul sedile posteriore. In tal caso, il ragazzo sarebbe stato arrestato per accuse ben più gravi di tentate lesioni, danneggiamento e minaccia aggravati.

In aula, davanti al giudice Rita Cialoni, P.B. ha confermato tutto. La rabbia al semaforo. L’aver accostato qualche metro dopo in via Vanni per poi estrarre una pistola, puntare al lunotto e sparare. 

Il 45enne ha chiamato i carabinieri e descritto la macchina e la ragazza che aveva visto con il giovane. P.B. è stato rintracciato poco dopo in via Vicenza dagli uomini del nucleo radiomobile, con anche una mazza da baseball – lo sport che pratica abitualmente, secondo la difesa – e un tirapugni in auto. La pistola sarebbe ad aria compressa. E’ stata sequestrata e sarà probabilmente presa in consegna dal Ris per analisi più specialistiche.

Per il 25enne, incensurato, il pm Paola Conti non ha chiesto misure cautelari. Da sabato era agli arresti domiciliari. Il giudice ha convalidato l’arresto e rimesso il ragazzo in libertà.

L’avvocato Roberto Massatani ha chiesto tempo per studiare le carte. Il processo a maggio.


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8 marzo, 2016

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