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Tarquinia - Parla Fabio Belli, delegato Ance, che chiede un'accelerazione

“Trasversale, puntiamo sul “tracciato verde” meno costoso”

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Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Fabio Belli (Ance)

Tarquinia - Porto Clementino

Tarquinia – Porto Clementino

Tarquinia - Foce del Marta

Tarquinia – Foce del Marta

Tarquinia - Ex stabilimento dell'esercito Tarquinia - Ex stabilimento dell'esercito

Tarquinia – Ex stabilimento dell’esercito

Tarquinia - Borgo delle Saline

Tarquinia – Borgo delle Saline

Corografia della Orte-Civitavecchia

Corografia della Orte-Civitavecchia – Clicca sulla foto per ingrandire

Tarquinia – “Trasversale, puntiamo sul tracciato verde”.

Fabio Belli, imprenditore viterbese, dallo scorso 4 marzo delegato Ance Viterbo alle infrastrutture, chiede un’accelerazione per la realizzazione di un’opera considerata strategica per la provincia: la Trasversale.

Belli rimarrà in carica fino al 2018 e vuole mettere un punto a questa vicenda che si trascina ormai da troppo. Lancia la proposta del tracciato verde, il migliore tra quello viola e blu, perché, per lui, comporterebbe un risparmio di 290 milioni di euro. Da non sottovalutare in un periodo di spending review.

“Sulla Trasversale – dice Belli -, bisogna fare presto. A mio avviso, l’unica soluzione allo stato dei fatti percorribile è il tracciato verde che comporta un risparmio di circa 290 milioni di euro. E Il comune di Tarquinia potrebbe attivare la cosiddetta compensazione paesaggistica.

L’associazione dei costruttori edili – continua Belli – €œha sentito la necessità di dare una delega specifica su questo tema dato che le infrastrutture, se vent’€™anni fa erano necessarie, ora sono diventate indispensabili€”.

Di incompiute ce ne sono tante in provincia e l’imprenditore le elenca tutte: “€œIn primis la Orte-Civitavecchia, appunto. Poi il raddoppio della Cassia fino a Viterbo e il potenziamento o il raddoppio di una delle tre tratte ferroviarie che ci collegano alla Capitale: Viterbo-Capranica-Roma, Viterbo-Civita Castellana-Roma, Viterbo, Attigliano, Roma”.

Belli, all’€™interno dell’Ance, ha il ruolo di collaborare con gli enti locali. “Il mio obiettivo – spiega – è quello di superare gli ostacoli che da decenni bloccano la realizzazione delle opere fondamentali per lo sviluppo della provincia, favorire e sollecitare i finanziamenti di queste opere e verificare i tempi di realizzazione come previsto nel cronoprogramma delle gare di appalto.

Insomma, ridare lavoro alle imprese di costruzione e fare uscire dall’€™isolamento la provincia. Siccome le infrastrutture sono la base dello sviluppo economico, far uscire dall’€™isolamento la Tuscia significa ridare ossigeno a tutti i comparti dell’€™economia: edilizia, turismo, artigianato, commercio e agricoltura“€.

Tutte le opere sono importanti, ma Belli insiste sulla Trasversale. “Siamo di fronte a un’€™occasione storica per completarla, l’aspettavamo da quarant’€™anni.

I collegamenti con la capitale, via ferro o via gomma, sono fondamentali, ma oggi è necessario dare la precedenza al completamento della Orte-Civitavecchia. Per il 2018 è previsto il finanziamento ed entro questa data è necessario aver chiuso tutte le pratiche amministrative per dare il via alla gara d’appalto”.

Nessun dubbio sul percorso per cui optare tra quelli viola, verde e blu. “Se analizziamo la situazione, ci accorgiamo che le ipotesi di tracciato sono sostanzialmente due: la prima è quella del tracciato viola che, passando prima a nord di Monte Romano e poi nella parte collinare della valle del Mignone, va a innestarsi nell’€™attuale autostrada Tirrenica.

Questo tracciato è ritenuto valido dal comune di Tarquinia perché di minore impatto ambientale, dato che una buona parte del suo percorso sarà realizzato in più gallerie. Ha però un rovescio di medaglia negativo: nei costi, che lievitano a circa 760 milioni di euro.

La seconda ipotesi è quella dei tracciati blu e verde, che passano entrambi a sud di Monte Romano per poi scendere nella parte più bassa della valle del Mignone e si innestano nell’€™attuale autostrada Tirrenica.

Questi percorsi riducono a un solo tratto la parte in galleria e alleggeriscono il costo dell’€™opera a circa 470 milioni di euro. Il comune di Tarquinia ha bocciato questi tracciati perché ritenuti di impatto negativo sul paesaggio. L’€™Anas, invece, predilige il tracciato verde”.

Come se ne esce, dunque. “Credo che, in un periodo di spending review, dove tutti i costi sono analizzati e pesati con il bilancino dell’orafo, occorre puntare sul tracciato verde, col quale si risparmiano 290 milioni di euro.

Con questo percorso si otterrebbe lo stesso risultato, con un congruo risparmio. In più, analizzando ciò che la legislazione attuale prevede in materia di normativa paesaggistica, il comune di Tarquinia potrebbe attivare la cosiddetta compensazione paesaggistica”.

Per Belli, un’ipotesi da far valere in conferenza di servizi. “In questa sede il comune, che rivendica un danno paesaggistico nel proprio comune, a compensazione di ciò, può presentare dei progetti di riqualificazione di parti del territorio o di strutture esistenti.

Questa soluzione a mio avviso consentirebbe di superare i contenziosi, ridare lavoro alle ditte locali, sviluppare il turismo, riqualificare parti di territorio e strutture esistenti.

Come esempi di riqualificazione, possiamo ipotizzare Porto Clementino, il borgo delle ex Saline, la foce del Marta, l’ex stabilimento dell’esercito. Oppure ampliare la parte visitabile della necropoli etrusca o altri progetti che il comune di Tarquinia riterrà utile proporre€.

O ci muoviamo tutti insieme per svegliare questa provincia addormenta – conclude Belli – o ci dobbiamo rassegnare. E non mi sembra ci sia posto per la rassegnazione. Trasversale permettendo”.


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21 marzo, 2016

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