Viterbo – “Il Bagnaccio resti al Bagnaccio”. Lo chiedono nella loro proposta gli attuali gestori.
Termalismo libero, la delibera di giunta del comune per affidare la gestione dell’acqua sulfurea nell’area a nord di Viterbo vede l’opposizione contraria, ma anche gli attuali gestori hanno un’idea diversa.
Siccome palazzo dei Priori non può disporre del terreno, di proprietà privata, la procedura specifica come i bagni possano essere collocati nel raggio di 700 metri. Convogliando l’acqua in un punto diverso.
I titolari attuali invece chiedono una gara per la gestione e chi se la aggiudica continua a operare al Bagnaccio. Quello che tutti conoscono.
Proposta spedita in comune il 18 novembre 2015 e sottoscritta da società agricola Il Bagnaccio srl, associazione di promozione sociale Il Bagnaccio, Gabriele Scorza, Alessandro Scorsa, Federico Basili e Andrea Mazza. Peccato che nessuno si sia degnato di dare una risposta e nel frattempo nulla sia stato fatto. Nemmeno dopo il sollecito spedito lo scorso gennaio.
Almeno la giunta avrebbe potuto prendere spunto, perché chi opera da tempo in zona si è reso conto che la delibera fa acqua. E non termale.
Intanto sotto l’aspetto economico. Non sostenibile. Utilizzare il 70 per cento dell’acqua per la parte pubblica e il rimanente 30% destinato a piscine a pagamento, come riportato nella delibera propedeutica alla gara, vuol dire perdita secca secondo i gestori del Bagnaccio.
“Attualmente – scrivono nella loro proposta – con il 100% della risorsa idrica usata in piscine libere, nel 2015 abbiamo registrato perdite per 36.500 euro”.
Non è bastato offrire servizi: “Affitto sdraio, noleggio bici e altro, non hanno avuto riscontro da parte dei fruitori.
L’unico ed esclusivo servizio e che mostrano d’apprezzare aderendo volontariamente, è una contribuzione a favore dell’associazione per la pulizia delle vasche, per garantire un elevato grado d’igiene”.
Nel 2015, a fronte di 132mila euro incassati, ne sono stati spesi 168.500. Con il 30% dell’acqua a disposizione, due litri al secondo, si potrebbe alimentare una piscina di cinque metri per cinque metri, alta un metro e mezzo. “Poco più di una vasca idromassaggio – osservano – ancor più sconcertante è la quantità di bagnanti che potrebbe ospitare, un massimo di 17”.
Non avendo avuto risposta alla proposta di collaborazione spedita a novembre dello scorso anno, sono tornati a chiedere attenzione: “Purtroppo a oggi, nonostante i solleciti – scrivono – è stata completamente ignorata dall’amministrazione”.
Saranno ascoltati il 14 aprile in commissione, meglio tardi che mai.
Nella proposta si chiede che il comune stipuli l’accordo di collaborazione tramite una gara per realizzare due aree d’interesse, una a uso privato e l’altra pubblica.
In previsione, nella prima zona, strutture a bassissimo impatto ambientale come docce e bagni per portatori d’handicap, già previste. E’ l’area attualmente utilizzata.
La parte pubblica sarebbe individuata nella zona dove un tempo c’erano le antiche vasche, oggi ricoperte di vegetazione. Sarebbero recuperate, l’area circostante rimessa in sesto, rifatta la recinzione.
“La sostenibilità economica del progetto – si legge nelle carte – è individuata in una portata dell’acqua pari a cinque litri al secondo.
Il 70% a uso privato, la rimanente a uso pubblico”.
C’è già una previsione di spesa: 35mila euro per la tubazione interrata e coibentata per portare l’acqua alle “vecchie” nuove vasche, altrettanti per la recinzione, il restauro e la ricostruzione delle vecchie pozze, 7.500 euro per la progettazione e cinquemila in caso d’imprevisti.
La durata dell’accordo dovrebbe essere non inferiore a 12 anni e comunque fino al 31 dicembre 2027, quando scadrà la concessione delle acque al comune.
La manutenzione sarà a carico del gestore.
“L’accordo dovrà essere realizzato realizzato esclusivamente nell’area di proprietà privata in cui da sempre insistono le pozze”. Sottoscrivendo un contratto d’affitto.
Finora in comune nessuna risposta al progetto e delibera per l’affidamento della gestione rimasta ferma. Quando si dice fare del termalismo il proprio cavallo di battaglia…
Giuseppe Ferlicca
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