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Viterbo - Acceso dibattito in seconda commissione sull'area termale tra gestori e comune

“Il Bagnaccio è una risorsa e non riuscite a tutelarlo…”

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Gabriele Scorza

Gabriele Scorza 

Gabriele Scorza e l'avvocato Luca Marcoccia in commissione

Gabriele Scorza e l’avvocato Luca Marcoccia in commissione 

Gabriele Scorza

Gabriele Scorza 

Gabriele Scorza e l'avvocato Luca Marcoccia in commissione

Gabriele Scorza e l’avvocato Luca Marcoccia in commissione 

Viterbo – (g.f.) – “Aiutateci a gestire il Bagnaccio, non metteteci i bastoni tra le ruote”. In commissione confronto comune – gestori dell’area termale.

A tratti duro e Federico Basili, tra i rappresentanti dell’associazione, non le manda a dire. C’è il bando comunale per affidare la gestione tramite bando, e una proposta dei privati, datata novembre 2015, ancora senza risposta. Mediazione difficile.

“Il sito che curiamo – continua Basili – è apprezzato da tutti, pulito quotidianamente. Diversamente da altre realtà con accesso gratuito.

Le piscine Carletti sono nel degrado, con spazzatura accanto alle vasche. Ci dovreste, come amministrazione, solo che ringraziare. Darci un premio. E’ ridicolo fermarci. Abbiamo un bene incredibile e non riuscite a tutelarci?”.

Si cerca una mediazione tra la proposta dei privati e il bando che il comune intende varare. L’assessore Antonio Delli Iaconi apporterà modifiche, quindi tornerà in commissione. Il percorso è ancora lungo, mentre a dicembre scadrà l’ultima proroga per il Bagnaccio.

“Tremila persone nel fine settimana di Pasqua e 170 camper ospitati”. Intanto sono questi i numeri del Bagnaccio.

La matematica per capire quanto l’area termale sia apprezzata. Li elenca Gabriele Scorza, dell’associazione che gestisce l’area.

“Ospitiamo – dice Scorza in seconda commissione – ogni anno 500 pellegrini che poi continuano verso Roma.

Due tv giapponesi hanno parlato del Bagnaccio, altre trasmissioni Rai se ne sono occupate. Sky Arte, in una trasmissione dedicata alle bellezze in Italia, per il Lazio l’unico sito termale citato è stato il Bagnaccio”.

Sito scelto anche per girare tre film, tra cui La prima volta di mia figlia di Riccardo Rossi.

“E’ la quinta attrazione viterbese – continua Scorza – dopo Villa Lante e prima delle fontane di Viterbo. Su Google siamo la seconda voce digitando Viterbo.

Nel fine settimana di Pasqua abbiamo avuto tremila persone e 170 camper. Questo per far capire quanto sia importante il Bagnaccio”.

Che deve restare dove sta, per i gestori. Nella proposta di giunta c’è la possibilità che si possa spostare, convogliando l’acqua, in altro terreno nelle vicinanze.

Mentre nella proposta dei privati, sono previste migliorie, il recupero delle antiche pozze e un uso pubblico e privato. Proposta da mettere a bando.

“La portata dell’acqua – spiega Scorza – chiediamo che sia da 2 a 5 litri al secondo. E’ possibile, noi riqualifichiamo gratuitamente a nostre spese le antiche pozze.

Per far restare tutto dove sta. Il raggio di 750 metri è una valutazione errata. Il Bagnaccio deve restare dov’è”. Sulla portata dell’acqua, discussione aperta.

La proposta dei privati parte da un presupposto: “E’ un accordo di collaborazione – spiega Luca Marcoccia – previsto dal regolamento comunale. E’ legittimo.

A fronte di una proposta di privati, si valuta l’interesse pubblico e poi messo a bando”.

Per Gianmaria Santucci (Fondazione), due le strade per il comune: o il bando, gia stabilito tramite delibera o valutare la proposta dei privati: “Ma fatecelo sapere”.

Mentre Maurizio Tofani (Oltre le mura) nota come tutto scorra lentamente in fatto di termalismo. Serve una regolamentazione in generale. E serve ancora tempo per capire dove finirà tutta l’acqua.


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15 aprile, 2016

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