Viterbo – (g.f.) – “Il comune non ha preso in giro nessuno”.
Rsa, alle famiglie in crisi per i contributi venuti meno dalla regione e a cascata dal comune, l’assessora al Bilancio Lisetta Ciambella manda un messaggio rassicurante. Nessuna presa in giro quando sono stati promessi i contributi per il 2015, ma al tempo stesso la situazione resta complicata.
Palazzo dei Priori è pronto a fare la propria parte, ma la regione deve mettere nero su bianco l’impegno a versare il 40% delle rette per le strutture. Prima era l’80%.
Quindi una notizia non troppo buona: per il 2015 l’impegno del comune c’è, ma occorre aspettare che si pronuncino da Roma per consentire a Viterbo d’aumentare gli stanziamenti in bilancio.
Poi una un po’ più buona. Stanno per essere chiusi i pagamenti per il secondo semestre 2014.
A palazzo dei Priori hanno raschiato il fondo tra avanzi, richieste alla regione d’utilizzo fondi chiusi nei cassetti dei Servizi sociali e quote messe direttamente.
Alla fine, rispetto alla somma necessaria mancano solo una trentina di migliaia di euro.
Per lo scorso anno forse una mezza delusione per i familiari dell’associazione Aforsat che si sono riuniti l’altra sera alla Quercia. Le strutture dove sono ospitati i loro cari hanno iniziato e non ieri, a pretendere da loro direttamente il dovuto.
Ne potranno parlare a quattr’occhi con l’assessora. La presidente Laura Calcagnini lamentava d’attendere dal 7 aprile un incontro con il comune. Senza risposta.
“Figuriamoci – replica Ciambella – se ci neghiamo agli incontri. Lo abbiamo fatto anche il 29 dicembre scorso. Quello che l’amministrazione ha fatto, venendo meno il contributo regionale, è stato trasformare la compartecipazione alla retta a contributo”.
Per aiutare le famiglie, consapevoli che niente sarà più come prima.
“Nessuno ha preso in giro nessuno – continua Ciambella – ci siamo impegnati a mettere una parte ulteriore, oltre all’impegno di spesa 2015.
La regione ha fatto un passo avanti, con il protocollo d’intesa con cui s’impegna a versare il 40% della retta.
Dobbiamo impegnarci tutti affinché sia formalizzato e a quel punto il comune potrà stabilire con esattezza le somme da stanziare in bilancio. E’ un suggerimento che vorrei dare anche alla presidente Aforsat, diamoci da fare perché quell’impegno sia recepito, consentendo a noi di modificare il bilancio”.
La legge del 2014, con cui l’ente regionale portava dall’80% di compartecipazione alla spesa a quanto avrà in bilancio, è il vero problema: “Un fardello caduto sui comuni – rammenta Ciambella – alcuni, Frosinone, Latina, Cerveteri, stanno avendo tanti problemi. Sono in pre dissesto.
Noi siamo quelli messi meno peggio, precursori nel considerare le esigenze contabili con quelle sacrosante dei cittadini.
Questo è un settore che negli anni ha visto non rispettare del tutto le norme, è stato dato tutto a tutti. Ma oggi dare tutto a tutti vuol dire dare niente a nessuno”.
Si cambia strada: “Intanto il comune si deve occupare di chi non è abbiente, non si può permettere di sostenere la retta.
Il passaggio a un sistema più equo vuol dire che chi è economicamente in grado di sostenere le spese, deve partecipare in misura maggiore. Non è giusto verso gli altri che se ne debba far carico la collettività.
Il nostro impegno lo ribadisco, ma non dipende tutto da noi”.
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