Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Nella marea di acronimi, sigle e abbreviazioni che ogni giorno ci martellano, probabilmente a qualcuno potrebbe essere sfuggita la sigla Gal.
Gal altro non è che l’acronimo di Gruppo azione locale, ovvero sia uno strumento di cooperazione pubblico-privato necessario per l’attuazione di un piano di sviluppo rurale, secondo le indicazione del programma europeo Leader.
In altre parole con i Gal si offre ai comuni rurali la possibilità di consorziarsi tra loro, con il coinvolgimento di associazioni di categoria, imprese e vari portatori di interessi locali per elaborare un piano di sviluppo locale.
Costituito il Gal e approvato il Psl, la Regione può mettere a disposizione le risorse necessarie, fino ad un massimo di 5 milioni di euro, alla realizzazione di quanto progettato.
Non stiamo parlando necessariamente di interventi di grande portata, in alcuni casi il Gal è stato lo strumento di azioni di miglioramento e ottimizzazione di quanto già esistente, in altri invece si è prestato per progetti ambiziosi e di vero cambiamento, un esempio su tutti, vero e proprio caso di letteratura in materia di sviluppo locale quello del “Cammino di Santiago”.
Una delle regioni rurali più povere della Spagna ha invertito e migliorato tutti gli indicatori di benessere economico e sociale con una straordinaria capacita di utilizzare i fondi comunitari e in particolare quelli destinati all’agricoltura rurale con l’approccio Gal-Leader.
Trattasi dunque di una importante opportunità di sviluppo per comunità rurali, dove oggi più che mai con prepotenza si pone il problema di un rilancio concreto e duraturo di un’economia che sia sostenibile in termini ecologici, sociali e culturali.
Non può pertanto passare in silenzio il fatto che al 15 aprile 2016, data ultima per l’adesione da parte del comune di Soriano nel Cimino al cosiddetto Gal dei Cimini, non risultano adottati provvedimenti in tal senso, il che potrebbe voler dire che, per una banale dimenticanza o una ben più grave scelta politica, l’attuale amministrazione ha deciso di non cogliere questa opportunità; una chance concreta e realistica peraltro pienamente compatibile con altre precedenti quali la partecipazione all’area vasta insieme ad altri comuni quali Vignanello e Carbognano.
Una scelta di non adesione che peraltro, se non comunicata per tempo agli altri comuni coinvolti, mina la possibilità stessa di prosecuzione del progetto per sua stessa natura contraddistinto dalla continuità territoriale oltre che dalla condivisione strategica.
Viene da chiedersi a questo punto quale sia la strategia del sindaco Menicacci, se vi sia o meno spazio nel suo disegno futuro per Soriano, ammesso che ne abbia uno, per il rilancio del territorio, condiviso con i comuni limitrofi e, cosa di assoluto rilievo, sostenuto finanziariamente da fondi comunitari per il tramite della Regione Lazio.
Chiediamo con forza che il sindaco Menicacci motivi immediatamente alla cittadinanza tutta una tale scelta che rischia di troncare le gambe a un’ economia locale già poco brillante.
Devid Centofanti
Soriano Insieme
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