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Viterbo - Franco Pacifici racconta la procura dopo Pazienti e prima di Auriemma - Rivoluzione telematica e ottimizzazione delle risorse tra gli obiettivi raggiunti

“Più veloci, specializzati e informatizzati”

di Stefania Moretti
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Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Viterbo - Tribunale

Viterbo – La procura di via Falcone e Borsellino 

Viterbo – Una procura più veloce, specializzata e informatizzata.

La rivoluzione tecnologica al Palazzo del Riello promette di sveltire anche le inchieste. “Sta già accadendo – annuncia il procuratore capo facente funzioni Franco Pacifici -: ridotti ai minimi termini i tempi per l’iscrizione delle notizie di reato, punto di partenza di ogni indagine. Prima servivano mesi. Ora, una settimana al massimo”.
Qualche dato: “A inizio 2016 abbiamo aumentato le iscrizioni di oltre il trenta per cento, in alcuni casi siamo riusciti a raddoppiarle – continua Pacifici -. Dal primo gennaio al 31 marzo abbiamo ripianato gli arretrati e iscritto 1734 procedimenti contro noti, 2878 contro ignoti, 912 atti non costituenti notizia di reato e 293 procedimenti contro noti di competenza del giudice di pace. Numeri che non ritenevamo possibili, prima d’ora”.
Il portale Ndr  La trasformazione prende il nome di portale Ndr: un ponte informatico tra polizia giudiziaria e procura, che trasmette via Internet le notizie di reato. Significa risparmiare tempo e ottimizzare risorse: dai primi anni Duemila la procura viterbese fa i conti con una carenza cronica di personale amministrativo. “O percorrevamo questa strada o avremmo dovuto chiudere i servizi al pubblico per mancanza di organico – afferma Pacifici -. Siamo andati avanti solo col sacrificio di tutti; un impegno comune e risultati che hanno risvegliato l’orgoglio di appartenere a questo ufficio. La formazione del personale è stata interna, con corsi in loco, dentro la procura. Quindi a costo zero. In questi mesi, abbiamo guardato al passato e al futuro: assoluta continuità con la precedente gestione di Alberto Pazienti e l’obiettivo di far trovare una macchina che funziona al meglio al nuovo procuratore che la dirigerà”. L’arrivo di Paolo Auriemma è questione di giorni. Tante le novità che lo attendono, messe a punto da Pacifici e dalla sua squadra in questi primi mesi di transizione del 2016.
Un nuovo pool di investigatori  “Da gennaio è attivo un nuovo nucleo di polizia giudiziaria dedicato alle indagini sui reati a citazione diretta: quelli che arrivano in tribunale senza passare per l’udienza preliminare. La specializzazione di un pool di investigatori sveltirà una parte importante del carico giudiziario: quella più vicina ai cittadini, fatta di denunce per reati apparentemente più lievi ma non per questo da sottovalutare. L’altra conseguenza sarà uno sgravio per la magistratura che potrà dedicarsi ai fascicoli più impegnativi. Da inizio febbraio a fine marzo abbiamo definito già 150 procedimenti senza prorogare le indagini”.
Verso il processo penale telematico  Sul fronte della tecnologia, al portale Ndr si affiancheranno l’archivio informatico e il sito web per i servizi agli utenti. Il primo, che ha il placet del ministero, aprirà la strada al processo penale telematico, dopo quello civile. Mai più cumuli di faldoni sulle scrivanie dei pm: l’obiettivo – ambizioso – è ridurre al minimo la carta e portare i computer in aula. Gradualmente.
Il sito web, in allestimento, sarà una guida al cittadino per facilitare l’accesso agli uffici giudiziari.
Magistrati, stampa, avvocati – “Qui a Viterbo abbiamo una magistratura eccellente per laboriosità, imparzialità, indipendenza ed equilibrio – continua l’attuale numero uno degli inquirenti di via Falcone e Borsellino -. La quantità di archiviazioni è elevata e la custodia cautelare viene applicata solo se strettamente necessaria.
Quella di questi mesi è stata una gestione condivisa della procura, prendendo decisioni insieme ai colleghi con una compattezza che, spesso, mi ha stupito. Abbiamo cercato di valorizzare le competenze dei singoli magistrati destinando ognuno a specifici gruppi di lavoro: edilizia, ambiente, patrimonio culturale, reati tributari e reati sessuali. Anche i rapporti con la stampa sono stati gestiti con l’obiettivo primario di proteggere il segreto investigativo, tenendo conto, al tempo stesso, di tutti quei casi in cui la collettività andava informata su fenomeni che potevano generare allarme sociale. L’approccio è stato costruttivo a ogni livello e continuerà a esserlo: ho intenzione di proporre incontri con gli avvocati per individuare eventuali criticità. Molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare, ma abbiamo tutto l’entusiasmo per impegnarci a fare bene”.
Stefania Moretti

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11 aprile, 2016

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