Viterbo – (g.f.) – Rsa, non c’è un centesimo. O meglio, qualche centesimo e più c’è, ma sempre troppo pochi rispetto alle esigenze.
Con la regione che ha chiuso i rubinetti, per le casse comunali sono guai, mentre utenti, e rispettive famiglie, in mezzo ai guai ci sono da un pezzo, con le strutture sanitarie a chiedere il versamento di migliaia di euro.
E se gli utenti piangono, il comune non ride.
“A oggi – spiega il ragioniere capo Stefano Quintarelli nel parere di regolarità contabile sul rendiconto 2015 – rispetto all’entità della rendicontazione 2014, che per la funzione Rsa risulta pari a un milione 843mila euro, l’intervento finanziario ancora oggetto di definizione, al netto della contribuzione regionale formalmente riconosciuta, risulta pari a 443mila 875 euro.
Altrettanto indeterminato risulta l’intervento finanziario a carico del comune di Viterbo per l’esercizio 2015”.
Non ci sono solo le difficoltà per Talete e Francigena. Le Rsa sono un altro problema ancora senza soluzione.
“Si auspica – è il parere del ragioniere capo – che il competente organo consiliare provveda a definire in modo conclusivo e a decorrere dal 16 luglio 2014, l’apposita regolamentazione in merito alla tipologia d’intervento a favore dell’utenza finale, nonché a definire le modalità attuative sull’entità del quantum dell’intervento, nei limiti delle risorse poste a carico del bilancio dell’ente”.
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