Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “In replica alle affermazioni del vice sindaco di Viterbo, Lusia Ciambella, occorre evidenziare che purtroppo la delibera n. 531 del 31 dicembre 2015 che ha trasformato la compartecipazione del comune in un contributo concesso direttamente all’utente con fatturazione al medesimo, a prescindere dalle buone intenzioni, nei fatti ha prodotto l’effetto di trasformare i ricoverati nelle Rsa e i loro familiari in debitori diretti delle strutture sanitarie le quali infatti tramite i propri avvocati stanno cominciando a diffidare azioni legali per conseguire i pagamenti arretrati direttamente dagli utenti.
In questo modo, strutture sanitarie e persone ricoverate pur essendo dalla stessa parte contro le amministrazioni inadempienti perché entrambe subiscono le conseguenze illegittime della mancata ottemperanza alle sentenze del Consiglio di Stato retroattive, si trovano, invece, “l’un contro l’altro armato”.
Il comune deve porre rimedio a questo effetto distorsivo massimamente ingiusto prima e a prescindere dalla formalizzazione del protocollo d’intesa con la regione.
Fermo restando che finchè non verrà conteggiato correttamente l’Isee, togliendo i redditi risarcitori quali l’accompagno e la pensione d’invalidità e calcolando le franchigie nella misura massima, in ottemperanza alle sentenze del Consiglio di Stato, non si saprà con precisione quali persone con disabilità siano effettivamente “sopra-soglia” per l’accesso alle prestazioni socio-saniarie e quindi non si conoscerà l’effettiva spettanza della contribuzione.
Avvocato Liliana Farronato
Maria Laura Calcagnini, presidente Aforsat
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