Viterbo – (g.f.) – Rette Rsa, comunque la si metta, all’appello per il 2015 manca un milione e mezzo di euro.
La situazione per chi è ospite in strutture sanitarie resta critica.
Se la partita per il 2014 si può dire chiusa, altrettanto non lo è per l’anno passato.
In seconda commissione Gianmaria Santucci (Fondazione) ha chiesto lumi all’assessora Alessandra Troncarelli. I conti sono presto fatti.
Prima che la regione decidesse che l’80% delle rette è una spesa non più sostenibile, il fabbisogno per Viterbo ammontava a due milioni circa di euro.
“Di cui – spiega Troncarelli – nel primo semestre, circa 800milla a carico della regione e 200mila del comune e circa lo stesso importo per il secondo semestre”.
E per il 2015?
“Ci sono 500mila euro da parte del comune – osserva l’assessora – la regione non ha ancora stabilito la propria quota, anche se so che qualcosa si sta muovendo.
Dovrebbe essere del 40 per cento”.
Non v’è troppa certezza.
“Avendo trasformato la somma erogata in contributo direttamente alle famiglie e non più alle strutture sanitarie – dice Santucci – di fatto la famiglia diventa debitrice verso le strutture stesse.
Gli anziani di fatto diventano debitori”.
Se prima la regione garantiva l’80% della retta e oggi arriverà al 40%, quando deciderà, comunque la situazione, a conti fatti resta complicata.
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