Fabrica di Roma – Le notifiche si perdono e i processi non partono.
Stenta a decollare la vicenda giudiziaria nata da un incidente sul lavoro di cinque anni fa: Roberto Pegoraro, operaio di quarant’anni, ha rischiato di tranciarsi un braccio con una motosega nell’ottobre 2011.
Ci sono voluti quattro anni e un articolo di Tusciaweb per prendere i soldi dall’Inail. Per il processo, il tempo è quasi scaduto: altri due anni e le accuse saranno prescritte, arrivando a malapena a una sentenza di primo grado.
Giorni fa, secondo rinvio consecutivo, dopo la mancata notifica a un imputato.
L’operaio si ferì mentre potava i rami di un albero: la motosega rimbalzò da una rete metallica al suo avambraccio. I medici evitarono l’amputazione per un soffio: la ferita andava dal braccio alle dita della mano.
Sul banco degli imputati finisce il datore di lavoro per lesioni gravi e plurime violazioni della normativa sulla sicurezza, oltre all’aver cercato di indurre uno dei suoi operai a dire il falso.
A giudizio anche tre dipendenti per favoreggiamento: rispondono del rilascio di false dichiarazioni sull’incidente per coprire il capo. Prossima udienza a luglio.
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