Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Referendum del 17 aprile - Per difendere il clima e non per mettere in difficoltà il governo

“Trivelle: Sostengo Renzi, ma voterò Sì”

di Riccardo Valentini - Consigliere regionale Pd e vicepresidente dell'ottava commissione
Condividi la notizia:

Riccardo Valentini

Riccardo Valentini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica prossima voterò Sì al referendum sulle trivelle. Ci tengo a sottolineare che non è un voto contro Renzi come i media oggi cercano di sottolineare.

Sostengo Renzi e il suo governo e sostengo lo sforzo riformista che faticosamente il nostro paese sta facendo nonostante la totale sfiducia nella politica e nelle istituzioni da parte dei cittadini (devo dire meritata dalla nostra classe politica). Dico anche di più, ringrazio il governo per avere abolito la concessione di nuove trivellazioni entro le 12 miglia della costa, una importante decisione che finalmente ha raccolto le istanze di chi aveva chiesto una moratoria.

Questo referendum in realtà non sarebbe stato necessario, ma poiché pone un quesito di merito è giusto esprimere una posizione.

Voto SI perché non ci sono ragioni scientifiche e ambientali per sostenere il contrario. Provo a sottolineare alcuni punti :

1. Dobbiamo uscire dall’energia fossile e una parte del gas e del petrolio deve restare nel sottosuolo per combattere il riscaldamento globale e permetterci di invertire la rotta verso il riscaldamento dei 2°C.

2. Con la legge attualmente in vigore è possibile un rinnovo ulteriore delle concessioni a fronte di una nuova richiesta soggetta a valutazione di impatto ambientale.

Non esiste, credo, nessun Paese al mondo in cui le concessioni sono infinite. Quindi basterebbe lasciare la legge inalterata e sia i cittadini che le compagnie petrolifere avrebbero un giusto riconoscimento dei loro interessi. Da una parte le compagnie petrolifere potrebbero rinnovare le loro concessioni a termini di legge dall’altra i cittadini sarebbero rassicurati dal fatto che i rinnovi sono sottoposti da valutazione di impatto ambientale.

3. Non credo ci siano rischi reali per l’economia del Paese e l’occupazione. La maggior parte dei giacimenti sono nella fase di esaurimento e comunque il problema si porrebbe nei prossimi anni.

4. La risorse pubbliche devono avere una funzione sociale, vale a dire tenere innanzitutto conto del territorio nella sua veste di bene comune, bene di tutti e non solo di pochi. Una scelta che segna dunque un confine ribadendo un valore che ha dato vita alla nostra Repubblica, alla democrazia.

5. Credo sia legittimo non andare a votare se un determinato quesito non interessa o rende indifferenti. Ma è altrettanto importante dare ai cittadini che lo vogliono, e a termine di legge richiesto un referendum, dare la possibilità di esprimersi. Questo è il mio caso, come quello di tanti altri cittadini. E quindi credo sia giusto andare a votare.

Un Sì, dunque, senza fini diversi e senza l’interesse a mettere in difficoltà il governo e il nostro paese. Un Sì perché sono fermamente convinto delle ragioni di chi lotta contro l’uso dei combustibili fossili e l’urgenza del contrasto ai cambiamenti climatici. Un SI per sentirsi parte di una comunità che decide per il proprio futuro, libera da ogni vincolo. Anche quelli ideologici.

Riccardo Valentini


Condividi la notizia:
15 aprile, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/