Viterbo – La sala del consiglio del Palazzo dei Priori, dove al centro delle decorazioni in legno compare la scritta “Summum bonum civitate optime gubernari” (sic!), versa in uno stato di degrado vergognoso.
Gli stalli lignei che risalgono ai primi decenni del Seicento, anziché essere difesi dal deterioramento e dall’incuria degli uomini, vengono tuttora usati per le sedute del consiglio comunale (fotogallery – slide).
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: molti spigoli dei fregi e diversi sedili allineati nelle pareti sono consumati in modo irreversibile, le tavole delle pedane sono spesso spaccate e usurate, le stuccature si stanno distaccando e diverse crepe si allungano sempre di più in tutta la lunghezza delle tavole.
Le pareti della sala del consiglio, affrescate con figure dipinte nel 1558 dal pittore mastro Teodoro Siciliano, non stanno certo meglio. I personaggi disegnati, tra gli altri frate Annio, Ercole, Atlante, Iasio e Corito, sono rimasti immobili e impotenti. Sul loro architrave, anch’esso affrescato, senza rispetto, sono stati inchiodati fili elettrici e cavi telefonici. Impianti fatti “alla bona” alla stessa stregua di uno scantinato malsano.
Per di più, dulcis in fundo, ovviamente in senso metaforico perché la cosa è molto amara, alcune casse di altoparlante sono state impiantate in bella vista con degli stop sulle colonne pitturate in chiaroscuro sulle antiche pareti.
Forse di peggio non si poteva fare. Allora la domanda sorge spontanea: perché non trasferire le riunioni del consiglio comunale in altro luogo, magari anche più comodo e tecnologicamente avanzato, e lasciare la cosiddetta sala Herculea, dopo opportuno restauro, soltanto a beneficio dei visitatori?
Miyamoto Musashi
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