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Montefiascone - Lago di Bolsena - Cecilia impiccata, il corpicino del bimbo sotto il suo - Omicidio suicidio tra le ipotesi

Mamma e figlio trovati morti

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Cecilia Maria Frassine - Nel riquadro: il piccolo Matteo Arion

Cecilia Maria Frassine – Nel riquadro: il piccolo Matteo Arion

Montefiascone - Il luogo del ritrovamento

Montefiascone – Il luogo del ritrovamento

Le ricerche a Montefiascone

Le ricerche a Montefiascone

Le ricerche a Montefiascone

Le ricerche a Montefiascone

Montefiascone – Trovata morta insieme al figlio.

Cecilia Maria Frassine, la 22enne austriaca scomparsa venerdì sera insieme al figlio Matteo Arion di 4 mesi (video: Parla il pm Capezzuto – I testimoni sul posto – fotocronaca: Il recupero dei corpi – slide – Il luogo del ritrovamento – slide), è stata trovata impiccata nei pressi di un maneggio.

Stamattina il ritrovamento dei due corpi in località Poggio dei gelsi. A fare la terribile scoperta, una squadra della protezione civile di Celleno, accompagnata da un tedesco che ha permesso ai volontari di entrare nella sua proprietà per continuare le ricerche.

Il corpo di Cecilia pendeva da una quercia, appeso a una sciarpa. Matteo era faccia a terra, cianotico, gli occhi semichiusi, il viso pieno di formiche, probabilmente attirate dal latte.

Compito degli investigatori, adesso, sarà stabilire se il bimbo è morto prima o dopo la mamma e in che modo. Gli accertamenti medico legali saranno decisivi per capire se si è trattato di un omicidio suicidio, o se, al contrario, il piccolo è sopravvissuto per qualche ora alla mamma, soffocata da quel cappio intorno al collo (ipotesi meno probabile al momento, secondo gli inquirenti). 

Cecilia, studentessa in vacanza a Montefiascone con la famiglia, si era allontanata col bimbo dal camping Amalasunta, sul lago di Bolsena. Due passi insieme al piccolo per farlo addormentare, ma non sono più tornati. La madre, preoccupata, ha chiamato i soccorsi verso l’1,30 della notte tra venerdì e sabato. Dalle prime luci dell’alba di sabato ricerche ininterrotte, fino alla scoperta shock di stamattina.

Pompieri, carabinieri e protezione civile hanno subito iniziato a setacciare il lungolago. I sommozzatori dei vigili del fuoco, aiutati da un’imbarcazione degli uomini dell’arma, hanno cercato anche in acqua.

Gli elicotteri hanno perlustrato la zona dall’alto. Impegnati anche gli operatori Tas per applicare il sistema di topografia applicata al soccorso e tracciare le zone di ricerca.

L’ultima cella a cui si è agganciato il telefonino di Cecilia era un’area tra colle San Martino e Capodimonte, in cui erano state intensificate le ricerche. Il ritrovamento, poco prima delle 11, nei pressi di un maneggio al lago, a Montefiascone. Sul posto, i carabinieri del colonnello Mauro Conte, coordinati dal pm di turno Chiara Capezzuto: “La pista più accreditata, al momento, è l’omicidio suicidio – dichiara il magistrato -. Si esclude presenza di una terza persona sul posto, con madre e figlio”.

Cecilia e Matteo hanno percorso meno di un chilometro a piedi, per poi arrivare sulla collinetta dove sono stati trovati. Una zona impervia: le operazioni di recupero del corpo sono andate avanti per ore. Le due salme sono state portate all’ospedale Belcolle di Viterbo, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La giovane studentessa e il neonato sono arrivati per caso in un punto sconosciuto ai più. Solo chi conosce bene quel versante del lago di Bolsena sa dell’esistenza di quella stradina che porta al bosco, diventata la tomba della giovane mamma e del suo bimbo.

22 maggio, 2016

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