Viterbo – Polizia locale al collasso, ma in comune dormono.
Alla cronica mancanza di personale, si somma un utilizzo degli agenti in compiti che potrebbero essere affidati ad altro personale. Un organico ridotto all’osso, 58, quando dovrebbero essere 180, ma già novanta basterebbero.
Intanto le 4 unità a tempo determinato per l’estate restano una chimera. Sono arrivate oltre 400 domande e tra controllarle ed espletare la parte dei quiz, arriveranno a luglio 2017.
La situazione è critica, gli agenti al limite della sopportazione e stamani i rappresentanti sindacali in un incontro hanno esposto tutte le criticità.
Ogni anno rilevano mille incidenti in città, ma si potrebbero ridurre del 30%, se solo potessero controllare meglio il territorio. Organico permettendo.
Invece, in certe ore della giornata, se ci sono due incidenti, il secondo deve aspettare che gli agenti si liberino dal primo, essendoci una sola pattuglia in circolazione.
Nel frattempo l’assessora Ciambella chi l’ha vista e un comandante non c’è più. E’ arrivata una dirigente, ma è compatibile, rivestendo altri incarichi in comune?
All’incontro stamani, dei politici era presente solo Gianmaria Santucci (Fondazione) che proprio ieri nella seduta fiume per il bilancio ha proposto di non far assistere due agenti ai consigli comunali. Meglio utilizzarli per la città.
“Un tempo eravamo il bigliettino da visita della città, oggi siamo denigrati”
E’ amara la constatazione di Marcello Guadagno della Confasl Fenal: “La nostra non è una battaglia per ottenere privilegi, ma dignità al personale che lavora. Siamo in trincea tutti i giorni.
Un tempo eravamo il bigliettino da visita della città, oggi siamo denigrati dai cittadini. Per via della carenza di personale, non per colpa nostra”. Ogni anno, mediamente, gli agenti intervengono su mille incidenti all’interno del comune di Viterbo.
“Il 30% – dice ancora Guadagno – si potrebbero evitare, dal momento che di solito si verificano agli incroci, la stragrande maggioranza dei quali sono intasati da auto in sosta. Non c’è personale a sufficienza per controllare”.
I concorsi per nuove assunzioni fermi da 16 anni
“Ricordo – continua Guadagno – che prima ogni 10 anni c’era un concorso per assumere una ventina d’unità. Sopperivano al turn over. Una ventina di giovani rappresentavano linfa vitale per il corpo.
Immaginate di dover correre dietro a un malintenzionato ventenne, se a farlo è un agente di 60 anni. E’ preparato, ma fisicamente qualche problema ce l’ha. L’ultimo concorso c’è stato nel 2000.
Siamo a tutti gli effetti dipendenti comunali, seppure con peculiarità diverse. Tuttavia, rientriamo nello stesso calderone delle assunzioni. Se ne può fare una ogni quattro che vanno in pensione. A questo si aggiungono scelte di programmazione che potrebbero aiutare, ma che l’amministrazione da anni non fa”.
Si potrebbe fare di più. “L’assessore al Personale non esiste. Al comando ci sono tante funzioni da svolgere. La polizia si trova a fare anche quelle amministrative.
Ai permessi per il centro storico, ad esempio, ci potrebbe pensare un amministrativo. Ogni giorno una pattuglia con due unità fa il giro dei mercati per riscuotere 15 o 20 euro a banco, quando per regolamento non spetta alla polizia locale. Per la segnaletica avevamo un geometra e da quando è venuto a mancare c’è un vigile che se ne occupa”. Tolto anche lui dal servizio in strada.
“Siamo punto di riferimento dei cittadini, quando non stiamo in strada non lo siamo. Come per il contenzioso legale. In ogni comune ci sono professionisti, invece a Viterbo siamo noi ad andare dal giudice di pace e d quello ordinario. Almeno con i soldi che risparmia il comune potrebbe investire”.
Se ci sono due incidenti, il secondo deve aspettare
Non ci sono abbastanza pattuglie e se si verificano due emergenze in contemporanea, è un problema. L”organico è composto da 58 persone. Dovrebbero essere 180, ma già a 90 sarebbe sufficiente.
“Dei 58 – osserva Maurizio Scardozzi del Sulpm – 36 hanno mansioni d’ufficio, gli altri sono suddivisi sul territorio in turni di 10 ore. Coprono pure le frazioni e il pronto intervento.
Tolte ferie, permessi e legge 104, ogni giorno ci sono sei agenti che lavorano fuori. Nelle ore centrali ci possono essere anche tre pattuglie uscite in contemporanea, ma a inizio e fine turno, ne resta una sola. Se ci sono due incidenti, il secondo deve aspettare e poi il cittadino se la prende con noi.
Durante i festivi siamo senza capoturno ufficiale, reperibile da casa. E a breve ci saranno altri pensionamenti. Senza contare che con l’estate tornano i servizi notturni, che riusciamo a garantire grazie al supporto della protezione civile”.
Luisa Ciambella assessora fantasma
“Fino a quando era in carica Sandro Zucchi – ricorda Maurizio Rizzo della Cisl – l’ufficio dell’assessore era presso il comando ed era sempre presente. Adesso non si vede nessuno.
L’assessore lo abbiamo visto per la prima volta quando è stato nominato, due volte per le festività natalizie e un’ultima volta quando sono venuti, lei e il sindaco, a implorarci, due anni fa, di garantire i servizi estivi. Altrimenti non li vediamo mai”.
Adesso non c’è nemmeno il comandante. “Dal 2 maggio Fainelli ha lasciato l’incarico, c’è chi dice per sua richiesta e chi no – osserva Rizzo – è stato nominato al suo posto un dirigente.
Con tutto il rispetto per Mara Ciambella e le sue competenze, ma ci sono differenze dall’essere comandante.
Tra l’altro, il comandante di corpi di polizia locale può anche essere dirigente? Tra i nostri compiti c’è quello di vigilanza, e poteri d’indagine. Anche sul settore che il dirigente amministra con un altro incarico. Questo lo diciamo senza voler andare contro qualcuno”.
Agenti, 15 hanno più di 60 anni
“L’organico di 58 unità – spiega Rizzo – vede 15 persone che hanno oltre 60 anni, 17 tra 50 e 60, 18 tra 40 e 50”.
Tre unità sono distaccate alla procura, pagate dal comune: “Si tratta di 90mila euro l’anno – continua Rizzo – inverosimile che possano tornare, ma il comune non si è mai preso la briga di chiedere il rimborso al ministero. E’ un credito che può vantare.
Con quella somma si riuscirebbe a far lavorare anche una decina di persone, anche a tempo fisso”.
Intanto i 4 agenti a tempo determinato che il comune doveva assumere per l’estate restano una chimera. Hanno partecipato all’avviso in oltre 400 e la procedura è lunga.
“Dal comune abbiamo ottenuto solo il vestiario”
Da un anno i sindacati sono in contatto con l’amministrazione comunale, sono emersi tanti problemi. Soluzioni zero.
“Stiamo portando avanti un percorso con l’amministrazione – dice Cinzia Vincenzi (Fp Cgil) – sono emerse problematiche, abbiamo rivendicato le richieste dei lavoratori, ma abbiamo ottenuto ben poco. Il nuovo vestiario. Risibile come conquista.
La misura è colma. Ci siamo visti l’ultima volta il sei maggio con il sindaco Leonardo Michelini e l’assessora Luisa Ciambella. Pareva andato tutto bene, il primo cittadino aveva garantito che avremmo firmato un protocollo. Non è successo.
Oggi la polizia locale è impiegata in compiti che poco hanno a che fare con il loro ruolo istituzionale. Hanno a che fare con pubblica sicurezza, contrasto alla microcriminalità, mansioni che svolgono senza che sia riconosciuto loro un equo indennizzo e causa di servizio. E’ una battaglia a livello nazionale, insieme allo sblocco del turn over”.
La norma prevede un agente ogni 400 abitanti
Siamo lontani a Viterbo, dalla media prevista di un agente ogni 400 abitanti, come fa notare Ivo Aquilani del Sulpm, mentre Renato Trapè (Cisl) anticipa che della situazione sarà interessato anche il prefetto.
Polizia locale dimenticata
In comune, anche quando si tratta di divulgare le attività portate avanti dal corpo, zero assoluto.
“Peccano in informazione – osserva Rizzo – abbiamo appreso che la polizia stradale sta organizzando corsi nelle scuole.
Noi sono due mesi che lo facciamo, ma non lo sa nessuno. Andiamo dai bambini, ma tra comando e amministrazione nessuno si cura di farlo conoscere.
Sempre la stradale, contro cui ovviamente non abbiamo nulla, fa controlli sui bus turistici nei servizi scolastici.
Qualcosa che abbiamo fatto anche noi per anni”. Dimenticanze.
Giuseppe Ferlicca
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