Viterbo – Rissa di santa Rosa, chiuse le indagini.
Sotto inchiesta in 18 per quel quarto d’ora di follia a piazza del Gesù, tra tavoli lanciati e botte da orbi. Era la notte di Santa Rosa 2015, tra le più agitate che Viterbo ricordi, dal fumogeno contro la Macchina alla bottiglia giù da un balcone. E poi, la rissa a trasporto finito, alle 2 del mattino.
Testimoni raccontarono di 20-30 persone, torso nudo e testa rasata, che erano già in piazza da ore. Tifosi della Viterbese e del Latina: i gruppi di ultrà Questione di stile e Brigata littoria sono gemellate da anni, legati anche da consonanza politica in quanto gruppi di estrema destra. Improvvisamente, lanci di sedie, tavoli, bottiglie e perfino un passeggino. Nessuna provocazione a scatenare l’inferno. Probabilmente un’esplosione di violenza gratuita legata all’alcol. Un 50enne finì in ospedale con un orecchio quasi reciso da una sediata. Due in totale i feriti, con dieci e trenta giorni di prognosi. Per sfuggire a quel caos, una decina di persone riuscì a barricarsi dentro un locale.
La squadra mobile di Fabio Zampaglione e la Digos di Monia Morelli raccolsero testimonianze e cercarono foto e filmati di quella notte. Un’indagine, quella coordinata dal pm Massimiliano Siddi, che si è scontrata con le ritrosie di tanti testimoni impauriti e frenati nel rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto in quei pochi e terribili minuti in piazza.
A dicembre, il blitz parallelo della Digos di Viterbo e di quella di Latina: raffica di perquisizioni, in cerca di oggetti atti a offendere. Furono sequestrati mazze di legno, coltelli, la riproduzione di una pistola Beretta e una maglietta utilizzata la notte della rissa.
In 18, adesso, rischiano il processo.
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