Bagnaia – Riceviamo e pubblichiamo – Il 19 maggio alle 18,45, una tranquilla passeggiata per le vie di Bagnaia e prendere coscienza che in Italia fino a quando non succedono le tragedie vere non si prendono mai provvedimenti (video).
Mi riferisco alla gestione della linea Viterbo Roma Nord e della manutenzione totalmente assente dei passaggi a livello siano essi provvisti o meno di barriere.
Mentre mi avvicinavo al passaggio a livello il fischio insistente del treno in arrivo mi ha fatto sobbalzare.
Le macchine avevano impegnato i binari perché le segnaletiche e il passaggio a livello non erano entrati in funzione.
Il treno si è fermato in extremis, le macchine hanno avuto il tempo di tirarsi indietro e poi, a passo d’uomo il treno ha proseguito la sua corsa: passaggio a livello aperto, luci spente, campanelli spenti, nessuno a vigilare o fermare autovetture.
Alcuni abitanti hanno confermato che sono giorni che questa situazione va avanti, ma la domanda è: e se a passare all’ultimo istante ci fosse stato un pedone, o un bambino, una madre col carrozzino?
Se il macchinista non avesse avuto la prontezza o il tempo di frenare? E se fosse successa una tragedia, di chi sarebbe stata la colpa questa volta? Eh si, perché la colpa è sempre del passante e non di chi dovrebbe vigilare sul funzionamento delle barriere o dei segnali luminosi acustici.
La linea Viterbo – Roma nord non è nuova a questi problemi tecnici.
Non è una nuova segnalazione, già sono avvenuti incidenti. Vogliamo ricordare due anni fa quando una vettura che trasportava madre e due bambini di cui uno neonato venne travolta al passaggio a livello tra strada Gramignana e Strada Montecchio?
Ebbene, dopo due anni, proprio la settimana scorsa, è successo di nuovo, il passaggio a livello, sempre strada Gramignana – Montecchio, non funzionava: gli allarmi sonori e visivi in funzione per un treno che non è passato per un’ora intera.
E ieri nuovamente, questa volta in una strada ben più trafficata al centro di un paese, al centro di Bagnaia. Trovo vergognosa e deplorevole questa totale superficialità nell’affrontare troppi numerosi ravvicinati problemi tecnici.
Si tratta di salvaguardare la vita degli utenti della strada, la vita degli utenti del treno, la vita dello stesso macchinista che, si sa, o gli uni o gli altri finiscono poi sempre a fare da capro espiatorio quando poi succedono le tragedie. Quando ormai non si può più rimediare al danno ma molto si sarebbe potuto fare prima per prevenirlo.
Tiziana Sonia Sganappa
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