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Viterbo - Cresce la preoccupazione dei risparmiatori del Cro di Orvieto - Costituito un comitato per le azioni di tutela

Azioni svalutate e invendute da un anno

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La lettera inviata dalla banca per comunicare la svalutazione delle azioni

La lettera inviata dalla banca per comunicare la svalutazione delle azioni – Clicca per ingrandire

Viterbo – Il valore delle azioni crollato da un giorno all’altro con una lettera della banca.

Non dormono sonni tranquilli i risparmiatori che hanno comprato azioni illiquide emesse dalla Banca popolare di Bari. Dalla Puglia a Viterbo è un attimo: il gruppo Pop Bari controlla la Cassa di risparmio di Orvieto, che ha proposto ai suoi clienti l’acquisto del pacchetto azionario nell’estate 2015. A Viterbo e provincia la Cro è presente con almeno una decina di filiali. Inevitabile che il campanello d’allarme sia scattato anche tra i risparmiatori viterbesi.

La lettera della banca ai clienti arriva a fine aprile. Dice che, di punto in bianco, l’assemblea dei soci ha fissato il nuovo prezzo di ogni singola azione da 9,53 euro a 7,50. Azioni rimaste pressoché invendute per un anno e il cui valore, adesso, si assottiglia. 

“Per i nostri consulenti si tratta di azioni ad alto rischio – dichiara Leonardo Di Russo, avvocato dell’Unione nazionale consumatori (Unc) Orvieto -. Il problema di questi prodotti è che sono svincolati dal mercato borsistico: la banca li vende al cliente che li rivende per far fruttare l’investimento, ma ciò avviene tramite la banca stessa che fa da intermediario. Così succede che, non essendo le azioni quotate in borsa, la quotazione non la fa il mercato ma la banca. A molti clienti era stata prospettata una vendita rapida delle azioni, nel giro di circa tre mesi. In realtà, è passato un anno e i clienti che hanno comprato le azioni si ritrovano con un titolo in mano che non vale nulla se non viene acquistato. La banca doveva informare accuratamente la clientela sui potenziali rischi. Stiamo cercando di capire se questo è stato fatto”.

Intanto, i cittadini si sono organizzati: ormai da settimane è attivo il comitato per la protezione dei risparmiatori Cro – Bpb orvietani, ternani e viterbesi. Uno strumento di autotutela per quanti si trovano nella stessa situazione: con un titolo in mano, il timore di non riuscire più a venderlo e la certezza di un’improvvisa svalutazione. 

Di sicuro c’è che i clienti si sono fidati. Molti sono anziani, soci di vecchia data. L’investimento sarebbe stato proposto perfino a una signora di novant’anni. “E’ da considerare che Cro ha una lunga storia di obbligazioni proposte alla clientela che ha sempre onorato – spiega il comitato dei risparmiatori in un comunicato – quindi la clientela ha sempre finanziato con fiducia la banca. Il prodotto BpB si inseriva sulla scia di un corretto comportamento da sempre tenuto dalla banca”. Tuttavia, la domanda che i risparmiatori si pongono adesso (e che pongono ai vertici della banca) nella nota diramata ai giornali, “è se i crediti deteriorati si sono prodotti negli ultimi mesi o erano già presenti”.

Anche il sindaco di Orvieto si è interessato al problema: a giorni incontrerà i vertici BpB nel capoluogo pugliese. I casi sono tanti e diversi. “Le azioni – continua l’avvocato Di Russo – sono costate a qualcuno poche migliaia di euro, ma c’è anche chi avrebbe speso sui 200mila euro per quello che ha ritenuto essere un buon investimento. Una buona fetta dei risparmiatori che hanno comprato le azioni si trova soprattutto tra Umbria e Lazio, configurando un vero e proprio spostamento di ricchezza, dal centro al sud Italia e, precisamente, a BpB. Quindi alla Puglia”.

Il comitato, dopo aver preso contatti con associazioni di consumatori come l’Unc di Orvieto, si è riunito per la seconda volta il 14 giugno, per redigere statuto e piano operativo. Chiunque volesse aderire o ricevere informazioni sulla sua attività e sulle prossime iniziative può scrivere a comitatorisparmiatoricro.bpb@gmail.com.


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20 giugno, 2016

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