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Bassano Romano - Blitz nella villetta: droga in giardino e armi in cantina - Trovata una preziosa Mauser - Luger

Un arsenale in casa

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Bassano Romano - La conferenza dei carabinieri sull'irruzione nella villetta

Bassano Romano – La conferenza dei carabinieri sull’irruzione nella villetta

Bassano Romano - I fucili sequestrati

Bassano Romano – I fucili sequestrati

Bassano Romano - La pistola della seconda guerra mondiale

Bassano Romano – La Mauser – Luger

Bassano Romano - Il colonnello Mauro Conte mostra uno dei panetti di hashish sequestrati

Bassano Romano – Il colonnello Mauro Conte mostra uno dei panetti di hashish sequestrati

Bassano Romano - Parte della droga sequestrata

Bassano Romano – Parte della droga sequestrata

Bassano Romano - La droga e le armi sequestrate

Bassano Romano – La droga e le armi sequestrate

Bassano Romano – (s.m.) – Fucili da caccia, carabine, centinaia di bossoli e persino una pistola Mauser – Luger. E’ il fiore all’occhiello dell’arsenale sequestrato dai carabinieri (video – fotocronacaslide).

Una villetta in località Poggio Bello, a Bassano Romano, ha attirato l’attenzione dei militari per giorni. E’ qui che i carabinieri hanno scoperto il deposito occulto di armi da fuoco con annessa piantagione di marijuana, che ha fatto scattare le manette ai polsi di due pregiudicati romani di 27 e 31 anni. 

“Una perquisizione per gradi andata avanti per ore – la definisce il maggiore della compagnia di Ronciglione Carlo Scotti -. Prima abbiamo trovato la piantagione di marijuana e i panetti di hashish. Poi le armi, nascoste in una specie di magazzino accanto al locale principale”.

Ieri l’irruzione nella villetta, con unità cinofile antidroga e antiesplosivo. Il bilancio è impressionante: 376 piante di canapa indiana, 250 semi, 5 chili e mezzo di hashish divisa in panetti, 52 grammi di marijuana, 6 di mannite e tutto l’occorrente per coltivare la piantagione. Ma anche 8 fucili da caccia, 3 carabine (due di precisione e una normale), 120 munizioni di vario calibro e tipo e una pistola di alto valore storico: per i carabinieri fu usata anche dalla Gestapo durante la seconda guerra mondiale. “Tutto materiale pregiato e rubato”, spiega il colonnello Mauro Conte. La droga ‘home made’ della piantagione sembra di ottima qualità. Si attendono le analisi di laboratorio sul principio attivo. Spacciata avrebbe fruttato sui 50mila euro e oltre, mentre le carabine valgono almeno 4-5mila euro l’una. La pistola è sicuramente il pezzo di più alto valore, per ora non quantificato. Risultava rubata a Roma il primo luglio 2015 insieme a una delle carabine. Un’arma ricercata e di pregio, ma anche perfettamente funzionante.

“Quando siamo entrati in azione, una delle carabine era sul terrazzo – dichiara il comandante del nucleo operativo radiomobile Angelo Fazzi -. Un blitz non senza rischi, vista la quantità e qualità di armi detenute dagli arrestati. I giorni di appostamento sono stati durissimi”. Ore e ore a pedinare i due guardiani della piantagione, finiti in carcere per spaccio, detenzione abusiva di arma, ricettazione e coltivazione di droga. Erano già noti alle forze dell’ordine sempre per stupefacenti. Dalla zona sud di Roma si erano trasferiti nel sud della provincia. Un dato che, per il colonnello Conte, indica come “la bassa Tuscia si confermi ancora una volta zona-cuscinetto dello spaccio tra il Viterbese e la capitale”. 

La vasta gamma di bossoli ritrovati fa pensare a possibili utilizzi diversi delle armi. L’indagine è appena iniziata. Indizi utili, forse, potranno essere trovati all’interno del computer trovato nella villetta.

Per ora gli arrestati si trincerano nel silenzio. All’interrogatorio di garanzia potranno spiegare a cosa servivano quelle armi.


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29 giugno, 2016

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