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Tarquinia - Alessandro Sacripanti sul possibile arrivo di 500 profughi

“Gli immigrati saranno solo una spina del fianco”

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Alessandro Sacripanti

Alessandro Sacripanti

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – No all’apertura di un centro per 500 immigrati all’ex polveriera.

Chiedo agli amministratori che venga svolto un consiglio comunale con un orario più accessibile a tutta la cittadinanza. La vicenda degli immigrati a Tarquinia merita la partecipazione di tutti.

È di questi giorni la sconcertante notizia dell’eventuale arrivo di circa 500 immigrati a Tarquinia. Gli stessi, secondo le indiscrezioni, saranno sistemati all’ex polveriera militare.

Una scelta che se confermata si trascinerà dietro un forte scontro popolare, che sta già suscitando numerosi malumori sui social network. Le azioni che si potranno fare dovranno essere svolte in modo trasversale, affinché la nostra cittadina rimanga fuori da questo tipo di “pseudo accoglienza”.

I precedenti di altre città dove sono stati creati questo tipo di centri ha prodotto soltanto degrado e un aumento dell’insicurezza generale. Il nostro paese, che ha un patrimonio storico mondiale e come altri sente la crisi, vive però di un forte turismo che fa andare avanti la città, e oggi non può permettersi di avere una spina nel fianco con gente che non saprà cosa fare dalla mattina alla sera.

I precedenti lo provano. Questa non è integrazione ma soltanto una ghettizzazione che genererà problemi e distanze tra la cittadinanza e i nuovi arrivati. Tarquinia non può e non deve aprire nessun centro per immigrati. Ero contrario e ho fatto le giuste battaglie quando anni indietro si ipotizzava di fare un Cie nella stessa area.

Oggi come allora dico no. Ci faremo quindi promotori di tutte le azioni possibili per scongiurare l’apertura di questo centro alla ex polveriera. Oggi alle 8,30 si è svolto il consiglio comunale dove si è discusso della paventata ipotesi dell’arrivo di 500 immigrati a Tarquinia.

Questo orario purtroppo non ha dato la possibilità a tutti di essere presenti e avere in tempo reale le dovute giuste informazioni su questa vicenda. Molta gente in quell’orario ha impegni di lavoro non prorogabili. Sarebbe giusto fare un consiglio comunale a un orario più accessibile a tutti.

Per esempio di sera, dove molti più cittadini avrebbero la possibilità di partecipare ed essere presenti a un incontro che vale il futuro della nostra città. Non sarebbe un eccezione. In passato, infatti, più volte sono state fatte delle assise sia comunali che dell’università agraria in orari serali e la cittadinanza ha potuto organizzarsi per tempo e assistere.

Invito gli amministratori e i consiglieri comunali a dare questa opportunità a tutta la comunità. La vicenda degli immigrati a Tarquinia merita la partecipazione di tutti.

Alessandro Sacripanti 


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28 luglio, 2016

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