Orvieto – Una preghiera in piedi per le vittime del Bangladesh.
E’ iniziato così l’intervento di Giuseppe Fioroni a Orvieto al palazzo del Popolo per il convegno “L’impegno dei cattolici democratici nella politica di oggi tra solidarietà e legalità”. Iniziativa organizzata dal centro studi Aldo Moro e promossa dallo stesso ex ministro.
La due giorni, iniziata ieri, con numerosi interventi e si concluderà oggi. In tanti, tra amministratori ed esponenti del Pd, hanno preso parte all’iniziativa.
Sul palco, Ernesto Preziosi, il senatore Luigi Cucca e Gero Grassi per parlare di “Aldo Moro: scrivere la verità per fare i conti col passato”.
Nel primo pomeriggio hanno relazionato su “Europa, Regioni, città, cuove opportunità di sviluppo” David Sassoli (vicepresidente dell’europarlamento), Simona Bonafè, Enrico Gasbarra, Enzo Bianco (sindaco di Catania), Vito Santarsiero (consigliere Regione Basilicata), Eros Brega (consigliere Regione Umbria).
Quindi l’intervento dell’ex ministro Fioroni che in apertura ha ricordato con un minuto di silenzio i 9 italiani uccisi in Bangladesh.
“Sento di interpretare i vostri cuori – ha detto Fioroni -, iniziando col ricordare i 9 connazionali uccisi in Bangladesh dalla bestiale, barbara e criminale follia dei terroristi. Ma voglio insieme con loro ricordare anche il sangue vittima della furia razzista di Fermo. Credo che tutti noi dovremmo alzarci in piedi e osservare un minuto di silenzio.
Siamo, come dice il convegno di oggi, cattolici democratici. Questo perché crediamo e non ci vergogniamo della fede che abbiamo ed ecco perché il modo per mostrare la nostra vicinanza è recitare una preghiera. In piedi la platea ha ripetuto “l’eterno riposo”.
“Non si può vivere la globalizzazione, come globalizzazione economica. Deve essere anche sociale e dei diritti. Dobbiamo investire nella cultura dell’accoglienza e del rispetto per l’altro. Anche l’assassinio razzista di Fermo ci deve indignare. Vergogna. Questa non è la nostra Italia”.
In sala, per l’allestimento, piante di melograno, fiori e frutta. “Abbiamo scelto la terra che ben identifica noi cattolici democratici ed è testimonianza del fatto che oggi è possibile fare politica in un altro modo, tra la gente, nei comuni.
Dal territorio che affonda radici profonde nei valori del passato che sono poi gli unici che possono garantire un ritorno al futuro per la nostra società italiana. E per i nostri giovani che hanno bisogno di appassionarsi.
Vogliamo dire basta a una politica che ci porta a scegliere qualcuno piuttosto che a credere in qualcosa. Basta ancora con la politica che esalta i furbi, gli arroganti e gli arrivisti. L’affluenza è da venti anni in costante calo perché il cittadino non sente più appartenenza a un’identità ma solo convenienza.
Se va bene vota il 50 per cento degli aventi diritto e chi vince governa. Virginia Raggi è sindaco di Roma rappresentando solo un terzo, anzi meno, il 30 per cento degli aventi diritto al voto. Questo scoramento e l’astensionismo rendono chi governa sempre più isolato e in difficoltà nella gestione di un paese.
Alle amministrative, come ha detto con onestà Renzi, il Pd e il centrosinistra hanno perso. E’ stato detto che il Movimento 5 stelle non è un voto di protesta, ma di cambiamento e proposta. Che significa? Che noi siamo percepiti come un ostacolo a tutto ciò. Per cui dobbiamo interrogarci per correggerci e migliorarci”.
Poi sulla legge elettorale. “A Milano abbiamo vinto e si è incrementato anche il numero degli elettori, in un confronto fra due coalizioni. Dobbiamo ripensare l’Italicum, quello che si deve avere il coraggio di dire è che va cambiata una parola, che il premio di maggioranza va spostato dalla lista alla coalizione, non per convenienza ma per convinzione”.
Concetto che aveva già espresso in un’intervista nella quale Fioroni riteneva imporbabile un’eventuale segreteria Pd guidata da Franceschini.
“Il Centrosinistra deve poi rivedere il suo rapporto con il mondo cattolico che ci ha abbandonato, perché il Pd è apparso troppo laicista. Dobbiamo poter scrivere nella nostra agenda la parola famiglia”.
La giornata è continuata con l’intervento del cardinale Bassetti (arcidiocesi di Perugia città della Pieve). Poi quelli della vicesindaca di Viterbo Lisetta Ciambella e le conclusioni affidate al vice segretario nazionale Lorenzo Guerini.
A dare una nota di colore l’esibizione dei ragazzi speciali di Juppiter, introdotta da Salvatore Regoli, che hanno danzato sulle note di “Un amore così grande”.
Oggi la giornata si apre con una messa, alle 10.
Poi gli interventi di Carlo Fratta Pasini, presidente Banco popolare, Gianpiero Bocci, sottosegretario di Stato del ministro dell’Interno, Percamillo Davigo, presidente Anm, Francesco Occhetta, S.I. civiltà cattolica.
Intervengono Patrizio Scarpato “Terra’ e Scampia”, Vincenzo Genovese e Francesca Lenti (fondazione san Gennaro) amministratori e rappresentanti della società civile. Conclude Giuseppe Fioroni.
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