Viterbo – (p.p.) – “Polizia penitenziaria costretta a lavorare a più di 30 gradi”.
E’ una denuncia netta quella di Danilo Primi, delegato regionale dell’Uspp. Prima la sicurezza, poi l’illuminazione, ora anche il caldo. A Mammagialla le condizioni di lavoro insostenibili e il sindacalista chiede di intervenire.
“Nell’istituto – dice Primi – ci sono ambienti in cui la temperatura va ben oltre i 30 gradi. Bisogna prendere dei provvedimenti, installando climatizzatori per rendere i locali freschi d’estate e caldi d’inverno.
L’altro giorno una collega si è sentita male. E domenica, io stesso ho avuto un mancamento per cui mi sono dovuto rivolgere al medico che era impegnato a visitare un detenuto. E’ arrivata poi mia moglie che mi ha accompagnato in ospedale per un controllo più approfondito.
Gli agenti si spendono con sacrificio e dedizione. Devono però poter lavorare come si deve, con la garanzia di vedere tutelate salute e incolumità.
Sono tre anni che questa storia dei climatizzatori va avanti. E la risposta è sempre che non ci sono fondi, ma è possibile che non si trovino mille euro per acquistarne uno? Da quello che so, quando si tratta degli alti vertici, i soldi si trovano sempre. Gli agenti non sono persone di serie B”.
Primi è pronto ad andare fino in fondo. “Chiediamo un urgentissimo intevento dell’amministrazione. Altrimenti – avverte – siamo pronti a protestare a oltranza. Finché non si arriverà a una soluzione”.
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