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Trasversale - Sollevate 66 obiezioni sul percorso Anas - Il presidente Mazzola: "Sono molto preoccupato"

Il ministero dell’Ambiente demolisce il tracciato verde

di Giuseppe Ferlicca
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Mauro Mazzola e Nicola Zingaretti

Mauro Mazzola e Nicola Zingaretti

Trasversale

Trasversale

Trasversale - SS 675 le varie ipotesi di tracciato

Trasversale – SS 675 le varie ipotesi di tracciato

Mauro Mazzola mostra il tracciato della Trasversale

Mauro Mazzola mostra il tracciato della Trasversale

Viterbo – Tracciato verde, semaforo rosso dall’Ambiente. Il ministero scrive all’Anas e sul percorso individuato per completare la Trasversale, da Monte Romano a Civitavecchia, ha qualcosa da ridire. Non uno ma sessantasei argomenti.

“Il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Patrimonio – spiega il sindaco di Tarquinia e presidente della provincia Mauro Mazzola – in 66 punti solleva obiezioni e richieste di chiarimenti sul percorso Anas. Allora, avevo ragione a essere preoccupato?”.

Mazzola, non da ieri si batte per un percorso alternativo, seguendo le indicazioni del territorio.

“La Trasversale – sottolinea Mazzola – la vogliamo e non dobbiamo correre rischi. A fronte di questa comunicazione, esprimo tutta la mia preoccupazione”.

In 19 pagine scritte dal ministero, è un continuo domandare dati aggiornati, dettagliare informazioni e modalità in base alle quali sono state presentate informazioni, aggiornare monitoraggi, nuove cartografie, integrare lo studio, riformulare daccapo considerazioni sull’impatto dell’opera sulla fauna.

Sullo studio d’incidenza ambientale presentato: “Gli effetti che si configurano – scrive Guido Monteforte della commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas – in fase di cantiere e d’esercizio dell’opera, necessitano di maggior grado d’approfondimento e una sostanziale revisione della valutazione dei potenziali impatti”.

Tra quelli potenziali, c’è l’imbocco della galleria Calistro. “L’imbocco nord – segnala il ministero – andrebbe in parte a eliminare e in parte a compromettere porzioni di due habitat, foreste pannonico-balcaniche di cerro e rovere e foreste a galleria di salix alba e populus alba.

L’impatto risulta non reversibile”.

Mancano informazioni: “Nel rapporto non risultano i calcoli dei metri quadri di habitat che verranno persi. Il successivo intervento di mitigazione prospettato, attraverso il recupero naturale delle aree intorno agli imbocchi, non risulta adeguato rispetto all’impatto arrecato”.

Galleria Calistro, viadotto fosso del Forcone: “Gli impatti in fase di cantiere e durante l’esercizio risultano estremamente rilevanti e non mitigabili attraverso il recupero naturale del boschetto e il ripristino del perazzeto”.

Per le acque stagnanti è prevista una recinzione durante il cantiere. “Entrambi gli interventi risultano inadeguati rispetto agli effetti dichiarati dallo stesso proponente”.

Il tecnico del ministero chiede che siano mantenuti i fontanili Paoloroma e dei Giunchi per la loro funzione sulla fauna, anfibi in particolare. Il ministero vuole conoscere quali sono gli interventi per mitigare l’impatto di viadotti e cavalcavia.

Non solo. “La realizzazione dell’opera prevede la rimozione di vegetazione e occupazione del suolo, e nella tabella il proponente dichiara che si avranno come impatti residui, la perdita d’elementi strutturali dell’ecomosaico”. Perdita definita nella richiesta, scarsamente significativa.

All’Ambiente però, si sono fatti un’idea diversa: “Non risulta chiaro come possano questi impatti residui, essere di livello scarsamente significativo e pertanto si chiede d’esporre le motivazioni tecniche che hanno portato alla valutazione scarsamente significativa, in un contesto dove vi è un reale impatto (rimozione della vegetazione e occupazione del suolo”.
Perplessità anche per il viadotto Piana del Mignone. Anas prevede di compensare il disturbo all’area, interrompendo le attività agricole e rinaturalizzando l’ansa morta al fiume Mignone.

“L’ansa dista circa sette chilometri – fanno notare – inoltre la semplice sottrazione dell’area all’uso agricolo non comporta una sua spontanea rinaturalizzazione ad ambiente umido d’elevato valore naturalistico. Questo è possibile solo attraverso mirate opere d’ingegneria naturalistica”. Intervento complesso che eventualmente il ministero chiede a chi realizzerà l’opera di farsene carico.

Il documento si chiude con due richieste: “Fornire copia dei pareri e autorizzazioni espressi in conferenza dei servizi e e presentare puntuali e dettagliate controdeduzioni alle osservazioni del pubblico pervenute”.

“In quella zona – osserva Mazzola – come vado dicendo da tempo ci sono problemi e si possono creare danni. Se già in questa fase si fanno appunti, ci sono richieste ulteriori, prescrizioni, documenti da presentare, si allungano i tempi”.
Già un casino.

Il ministero, tra l’altro, vuole anche tutti i documenti per capire come si sia arrivati a optare per il tracciato verde, preferendolo agli altri.

Giuseppe Ferlicca


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1 luglio, 2016

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