Viterbo – Era Giovanni Biosa l’uomo che, ieri mattina, ha svegliato l’intero quartiere di San Faustino urlando e prendendo a calci l’Apetto.
Il 35enne viterbese, pregiudicato, è finito in arresto all’alba di ieri per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L’ultima delle sue “prodezze”. Le forze dell’ordine lo conoscono bene: negli anni sono intervenute più volte per calmarlo dopo i suoi eccessi alcolici, spesso terminati coi domiciliari o il carcere.
All’alba di giovedì, dopo le escandescenze in via Cairoli perché il suo Apetto non partiva, sono arrivate le pattuglie della volante. Anziché placarsi, Biosa si è agitato ancora di più, arrivando a prendersela con le forze dell’ordine e a minacciarle col cric dell’Apetto. Tra l’altro, non sarebbe potuto nemmeno uscire di casa: il 35enne era sottoposto a sorveglianza speciale. Ovvero: obbligo di restare nel suo appartamento in ore serali. Una misura che si adotta in casi di particolare pericolosità e incorreggibilità. Come quello di Biosa, appunto.
Ieri, all’udienza in tribunale, il pm Massimiliano Siddi aveva chiesto il carcere. Il giudice Savina Poli ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari. A settembre il processo.
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