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Terremoto - I dati della Protezione civile aggiornati a settembre 2015 - Nel Lazio solo il 40% dei centri ne ha uno - Ne sono privi perfino Tuscania, Orte, Montalto e Tarquinia ma anche Amatrice e Accumoli

Nella Tuscia solo 18 comuni hanno un piano di emergenza

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Terremoto - Amatrice

Terremoto – Amatrice

L'alluvione a Orte

L’alluvione a Orte

L'alluvione del 2005 a Marina Velca

L’alluvione del 2005 a Marina Velca

Viterbo – Solo 18 su 60 comuni sono dotati di un piano di emergenza nella Tuscia. Nel Lazio ce l’hanno solo il 40% dei comuni (153 su 378). Insomma una netta minoranza.
Questo secondo i dati della Protezione civile nazionale aggiornati al 18 settembre 2015.

Questi i 18 comuni che hanno un piano nella Tuscia: Blera, Carbognano, Castel Sant’Elia, Celleno, Faleria, Gallese, Lubriano, Marta, Monterosi, Nepi, Onano, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Vasanello, Vejano, Vignanello e Viterbo.

Nella Tuscia non hanno un piano di emergenza, sempre secondo il sito della Protezione civile aggiornato al 18 settembre 2015, Tuscania, colpita da un forte e distruttivo terremoto nel 1971, ma anche Montalto, Tarquinia e Orte, che hanno visto a più riprese delle alluvioni.

Ma non basta, nel Lazio non hanno un piano Amatrice e Accumoli.

A livello nazionale dei 7954 comuni il 77%, pari a 6159 comuni, dispone di un piano di emergenza.

Solo Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise e Valle D’Aosta ha il 100% di comuni con un piano.

Come dire, in generale: nessuna o poca programmazione in caso di catastrofe o calamità di vario tipo. Come dire che in caso di emergenza i soccorritori sono costretti a improntare un piano al volo senza che i cittadini e le istituzioni locali possano fattivamente collaborare.

Dati, questi della protezione civile, che hanno dell’incredibile per una paese che ogni anno è colpito da catastrofi varie. Dati che fanno riflettere su quanto affermano i politici e gli amministratori subito dopo una catastrofe.


Che cosa è un piano di emergenza

Un piano di emergenza è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio.

Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione, ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita” civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici.

Struttura del piano. Il piano si articola in tre parti fondamentali:

1. Parte generale: raccoglie tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulla struttura del territorio;
2. Lineamenti della pianificazione: stabiliscono gli obiettivi da conseguire per dare un’adeguata risposta di protezione civile ad una qualsiasi situazione d’emergenza, e le competenze dei vari operatori;
3. Modello d’intervento: assegna le responsabilità decisionali ai vari livelli di comando e controllo, utilizza le risorse in maniera razionale, definisce un sistema di comunicazione che consente uno scambio costante di informazioni.

Obiettivi del piano. Un piano per le operazioni di emergenza è un documento che:

assegna la responsabilità alle organizzazioni e agli individui per fare azioni specifiche, progettate nei tempi e nei luoghi, in un’emergenza che supera la capacità di risposta o la competenza di una singola organizzazione;
descrive come vengono coordinate le azioni e le relazioni fra organizzazioni;
descrive in che modo proteggere le persone e la proprietà in situazioni di emergenza e di disastri;
identifica il personale, l’equipaggiamento, le competenze, i fondi e altre risorse disponibili da utilizzare durante le operazioni di risposta;
identifica le iniziative da mettere in atto per migliorare le condizioni di vita degli eventuali evacuati dalle loro abitazioni.
È un documento in continuo aggiornamento, che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. Anche le esercitazioni contribuiscono all’aggiornamento del piano perché ne convalidano i contenuti e valutano le capacità operative e gestionali del personale. La formazione aiuta, infatti, il personale che sarà impiegato in emergenza a familiarizzare con le responsabilità e le mansioni che deve svolgere in emergenza.

Un piano deve essere sufficientemente flessibile per essere utilizzato in tutte le emergenze, incluse quelle impreviste, e semplice in modo da divenire rapidamente operativo.


Aggiornamento del 18 settembre 2015

La situazione nel Lazio

Comuni dotati di piano della provincia di Roma

Allumiere
Arcinazzo Romano
Capranica Prenestina
Casape
Castel Madama
Castel San Pietro Romano
Cave
Ciampino
Ciciliano
Civitavecchia
Colleferro
Fonte Nuova
Formello
Frascati
Grottaferrata
Ladispoli
Marano Equo
Marcellina
Marino
Monteflavio
Montorio Romano
Moricone
Morlupo
Nerola
Nettuno
Olevano Romano
Palombara Sabina
Pisoniano
Poli
Pomezia
Rocca di Cave
Rocca di Papa
Rocca Santo Stefano
Roccagiovine
Roiate
Roma
San Cesareo
San Gregorio da Sassola
San Polo dei Cavalieri
San Vito Romano
Sant’Angelo Romano
Segni
Tolfa
Valmontone
Velletri

Comuni dotati di piano della provincia di Latina

Campodimele
Cisterna di Latina
Fondi
Maenza
Monte San Biagio
Norma
Pontinia
Priverno
Prossedi
Rocca Massima
Roccagorga
Sermoneta
Sonnino
Sperlonga
Spigno Saturnia
Ventotene

Comuni dotati di piano della provincia di Frosinone

Acquafondata
Acuto
Alatri
Alvito
Arce
Arnara
Arpino
Campoli Appennino
Casalattico
Cassino
Castelliri
Castrocielo
Ceccano
Ceprano
Cervaro
Colle San Magno
Esperia
Falvaterra
Ferentino
Filettino
Fiuggi
Fumone
Gallinaro
Giuliano di Roma
Guarcino
Morolo
Patrica
Pescosolido
Picinisco
Piedimonte San Germano
Piglio
Pignataro Interamna
Pofi
Pontecorvo
Posta Fibreno
Roccasecca
San Biagio Saracinisco
San Donato Val di Comino
San Giorgio a Liri
San Giovanni Incarico
Sant’Ambrogio sul Garigliano
Sant’Andrea del Garigliano
Sant’Apollinare
Sant’Elia Fiumerapido
Santopadre
Settefrati
Sgurgola
Sora
Terelle
Torrice
Trevi nel Lazio
Trivigliano
Veroli
Vicalvi
Villa Latina
Villa Santo Stefano
Viticuso

Comuni dotati di piano della provincia di Viterbo

Blera
Carbognano
Castel Sant’Elia
Celleno
Faleria
Gallese
Lubriano
Marta
Monterosi
Nepi
Onano
Ronciglione
San Lorenzo Nuovo
Soriano nel Cimino
Vasanello
Vejano
Vignanello
Viterbo

Comuni dotati di piano della provincia di Rieti

Borbona
Cantalupo in Sabina
Collevecchio
Fara in Sabina
Forano
Marcetelli
Paganico Sabino
Poggio Bustone
Pozzaglia Sabina
Rieti
Rivodutri
Rocca Sinibalda
Salisano
Scandriglia
Tarano
Torricella in Sabina
Vacone


Tutte le Regioni italiane, esclusa la Provincia Autonoma di Bolzano, hanno comunicato il numero e l’elenco dei Comuni che si sono dotati di un piano di emergenza. La Regione Campania ha fornito i soli dati relativi al numero dei Comuni e dovrà integrare le informazioni trasmettendo anche l’elenco.

Regioni
Province Autonome
Totale
comuni
Comuni
con piano
% Comuni
con piano/totale
Abruzzo305299 98%
Basilicata131120 92%
Calabria409219 54%
Campania551214 39%
Emilia-Romagna340294 86%
Friuli Venezia Giulia218218100%
Lazio378153 40%
Liguria23517273%
Lombardia1.5441.20978 %
Marche239239100%
Molise136136100%
Piemonte1.2061.119 93%
Provincia Autonoma di Trento210210100%
Puglia258242 94%
Sardegna377233 62%
Sicilia39019049%
Toscana280230 82%
Umbria9291 99%
Valle d’Aosta7474 100%
Veneto581497 86%
Totale7.9546.159 77%

 


Dispongono di un piano comunale tutti i 218 comuni del Friuli Venezia Giulia, i 136  comuni del Molise, i 239  comuni delle Marche, i 210 comuni della Provincia Autonoma di Trento e i 74  comuni della Valle d’Aosta.

Per le altre Regioni che hanno fornito il dato, si sono dotati di piano 299  dei 305 comuni dell’Abruzzo, 120 dei 131 comuni della Basilicata, 219  dei 409 comuni della Calabria, 294  dei 340 comuni emiliani, 153 dei 378 comuni del Lazio, 172  dei 235 comuni liguri,1.209  dei 1544 comuni lombardi, 1.119 dei 1.206 comuni piemontesi, 242  dei 258 comuni della Puglia, 233  su 377 dei comuni della Sardegna, 190  su 390 Comuni della Sicilia, 230  dei 280 comuni toscani, 91 dei 92 comuni dell’Umbria e 497 dei 581 comuni del Veneto. In Campania sono 214 i Comuni che hanno realizzato il piano di emergenza sui 551 totali.

In totale, dunque, dei 7.954 Comuni delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta, il 77% – pari a 6.159 Comuni – dispone di un piano di emergenza.


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30 agosto, 2016

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