Viterbo – (p.p.) – “Un accordo che si poteva fare in pochi giorni”.
Maurizio Rizzo (Cisl Fp) è soddisfatto per l’intesa tra polizia locale e comune. Anche se sui tempi, si poteva giocare d’anticipo.
In sostanza le rovendicazioni degli agenti sono state accordate. Per Rizzo, però, non ci sono vincitori. Si tratta per lui di un’operazione, a costo zero per l’amministrazione, che, comporterà vantaggi alla città.
“Abbiamo trovato un accordo – dice Rizzo – su tutti i punti che avevamo chiesto dall’inizio della trattativa. Un protocollo che però si poteva chiudere già tre mesi fa. In poche ore. Senza perdere tutto questo tempo ed evitando il caos di questo periodo”.
Le rivendicazioni avanzate dalla parte sindacale sono state accolte. Nella piena totalità, anche per quanto riguarda il personale distaccato.
“Un punto che non era stato inserito dal sindaco nel protocollo d’intesa da noi proposto e poi aggiunto. Si riferisce agli agenti che prestano servizio presso la procura di Viterbo. Noi, come Cisl Fp, FenalConfsal, Fp Cgil, e Diccap-Silpum, non abbiamo mai richiesto il rientro di questo personale, ma solo il recupero delle competenze e degli stipendi di queste persone.
Così come prevedeva la legge in base alla circolare del 13 maggio 2016 ed entrata in vigore dopo il nostro stato di agitazione. Ne chiediamo l’applicazione perché si avrebbe così uno sgravio di lavoro enorme. Nell’anno passato, per esempio, abbiamo avuto 600 atti di polizia giudiziaria, che, di solito, richiedono svariati giorni per essere risolti. A volte anche mesi.
Se di questi 600, verosimilmente un 50 per cento ci venisse tolto, sarebbe un vantaggio enorme in ordine di ore lavorative per il personale della polizia locale. E quindi un beneficio per comune e cittadini”.
Sul protocollo ci sono le firme di 5 sindacati. “In quattro, però avevamo proclamato lo stato di agitazione e cioè Cisl Fp, FenalConfsal, Fp Cgil, e Diccap-Silpum. L’accordo poi è stato sottoscritto anche dalla Uil Fp che, si era dissociato dalla protesta e che, in buona parte, aveva negato l’esistenza delle problematiche da noi rivendicate.
Mi domando perché ora abbiano firmato. Forse perché si sbagliavano e queste criticità c’erano davvero. Si è creata comunque una polemica che si è conclusa con il loro concordare con ciò che noi rivendicavamo”.
Rizzo tiene poi a precisare: “All’amministrazione non abbiamo chiesto un centesimo. Questa operazione è a costo zero. Di fatto, sostituendoci forse o ad amministratori o a dirigenti che avrebbero dovuto farlo al posto nostro, abbiamo cercato di portare avanti proposte per ottimizzare al meglio l’uso del personale della polizia locale.
Chiediamo, in definitiva, che il comune applichi la legge regionale del 2005, che regolamenta la polizia locale, tenendo conto in particolare dell’articolo 3, che entra nel merito delle nostre funzioni.
Che ci vengano tolte le mansioni e le funzioni che, nel corso degli anni, si sono aggiunte perché eravamo di più o per esigenze contingibili. Un recupero che, in una situazione di personale ridotto e con le esigenze in aumento, non è da trascurare.
L’avrebbero dovuto fare la parte dirigenziale in accordo con quella pubblica. Noi, come sindacati, ci siamo sentiti in dovere di sollecitarlo e avanzare le nostre proposte.
Alla fine della trattativa, anche l’amministrazione ha considerato che in effetti poi non fossero proposte campate in aria. Altrimenti non avremmo sottoscritto l’accordo”.
Per i sindacati non c’è da proclamare vincitori e vinti. “Siamo soddisfatti, ma non cantiamo vittoria. Non è il caso. Nel senso che non c’era alcun contrasto che potesse portare a questo. Ci riserviamo di verificare puntualmente il rispetto di tutti gli impegni contenuti nel protocoollo sottoscritto.
Siamo consapevoli delle ristrettezze e del fatto che più di 4 persone a tempo determinato e tre a tempo indeterminato non si potevano assumere. Proprio perché più di questo non si può fare, con questa operazione andiamo a recuperare energie, personale e ore lavorative da dirottare su quello che il comandante della polizia locale riterrà opportuno”.
Ma quale comandante? “In questa questione, non ci siamo entrati. Premettendo che non abbiamo alcun problema o remora nei confronti della dottoressa Mara Ciambella, per noi, però, questa figura dovrebbe provenire dal nostro mondo. E lo dicono pure le norme. Al di là di questo, abbiamo sollevato perplessità esclusivamente sul doppio incarico di dirigente del settore ambiente e della polizia locale. Senza mettere in dubbio la preparazione di Ciambella in entrambi i campi.
Per noi, però, i due ruoli potrebbero essere incompatibili. L’amministrazione ci dice di no. Noi pensiamo che sia un’opportunità non accorparli, considerando che chi è al comando dei vigili urbani è al comando di un organo di polizia locale che deve, qualora ce ne sia il bisogno, fare indagini, riferire alla procura. Potrebbe anche capitare di farlo, speriamo mai, nei confronti del settore IX del comune. Tutto può succedere e, in quel caso, il conflitto di interessi sarebbe pauroso. E’ una strada che va valutata anche a tutela della stessa dirigente”.
Perplessità che per Rizzo non sono poi così infondate. “Nell’ultimo incontro, sia il sindaco che la vice ci hanno detto, tra le righe, che entro novembre, potrebbe esserci la nomina del nuovo comandante. Mi viene da pensare che questo dubbio ci sia anche da parte loro”.
Per ora, comunque, è pace fatta. “Abbiamo revocato lo stato di agitazione. Da domattina – conclude – siamo a disposizione del comandante per qualsiasi tipo di servizio”.
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