Lignano Sabbiadoro – Venti giorni senza notizie.
Di Marco Rovai, il 21enne ronciglionese scomparso da Lignano Sabbiadoro (Udine), ancora nessuna traccia.
Gli avvistamenti segnalati nei giorni scorsi non hanno dato alcun impulso alle indagini. Le forze dell’ordine avrebbero accertato che la persona indicata da testimoni non era Marco, ma un ragazzo che gli assomigliava. La speranza che si trattasse di lui era già debole in partenza: ai carabinieri era stato indicato un giovane con dei tatuaggi. Ma Marco non è tatuato.
Il padre Stefano Rovai ha lanciato ieri un appello dal suo profilo Facebook, con le foto di Marco: “Se qualcuno lo avesse visto, per favore, mi contatti al 3246365083. Grazie!“. Lui e la moglie Fiordaliso Santana, originaria di Santo Domingo, stanno vivendo giorni di angoscia da quando Marco se n’è andato lasciandogli solo un biglietto poco credibile per i familiari.
“Tranquilli, mi farò sentire. Non cercatemi, tornerò io a casa. Ho trovato una ragazza, con lei voglio restare un po’ da solo e vedere come è la vita. Vi bacio, statemi bene. Andiamo a fare volontariato in Africa e Asia, dove è la guerra”. Un desiderio evidentemente nato dal nulla, perché del progetto di andare all’estero a fare volontariato Marco non aveva mai parlato in famiglia. Quella stessa fidanzata, nessuno l’ha mai vista, né i genitori, né i cugini o gli amici di Marco.
Pare che nei giorni immediatamente precedenti la scomparsa i suoi l’avessero visto un po’ più nervoso del solito. La sera prima della scomparsa, in particolare, Marco aveva ricevuto una telefonata. Alla madre avrebbe detto che “non era nessuno” e che “avevano sbagliato numero”, ma il 21enne non sembrava troppo convinto.
Per il resto, un ragazzo come tanti, diviso tra gli amici e il lavoro stagionale in uno stabilimento balneare di Lignano. La mattina di sabato 16 luglio la madre lo aveva svegliato prima di andare a lavorare. Al rientro, ha trovato il biglietto di Marco e ha chiamato subito i carabinieri. Non si sa neppure com’era vestito quando si è allontanato da casa, perché i genitori erano già usciti di casa per andare a lavoro, convinti che anche Marco ci sarebbe andato come tutte le mattine, ma allo stabilimento balneare nessuno l’ha visto.
Marco Rovai è alto un metro e ottanta, capelli e occhi scuri. Da casa avrebbe portato via solo il cellulare (irraggiungibile), la carta d’identità, contanti, qualche vestito e un paio di scarpe grigie. Niente altro. Non ha con sé nemmeno il passaporto. Anomalo, se davvero voleva mettersi in viaggio per un altro continente.
Per Marco è stata contattata anche l’associazione Penelope, che aiuta i familiari delle persone scomparse.
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