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Viterbo - Rsa - Maria Laura Calcagnini (Aforsat) replica al sindaco

“Michelini legga bene la sentenza e la applichi”

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Laura Calcagnini

Laura Calcagnini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caos Rsa, al sindaco Leonardo Michelini che rassicura sulla delibera contestata dal Consiglio di Stato, arriva la replica di Aforsat. LA presidente Maria Laura Calcagnini non l’ha presa esattamente bene.

“Al sindaco Leonardo Michelini la magra figura fatta dalla sua amministrazione di fronte al Consiglio di Stato evidentemente non è bastata – dice Calcagnini – invece di tacere, scelta preferibile in questi casi, se non altro per rispetto di persone in difficoltà cui ha creato danni enormi, e di andare a trovare tra le more del bilancio le risorse per far fronte al pagamento delle rette Rsa, il primo cittadino pensa a dire pubblicamente che la delibera 142/2015, ritenuta illegittima dal Consiglio di Stato, non è mai stata davvero applicata dal comune di Viterbo”.

La situazione è ben diversa per Calcagnini: “Lo vada a dire in faccia a quei pazienti ricoverati in strutture sanitarie assistenziali che la delibera bocciata dai magistrati il comune di Viterbo non l’ha mai applicata.

Lo vada a dire in faccia ai familiari di queste persone, mandati sul lastrico dall’amministrazione comunale che presiede. Parliamo di cittadini in fascia di reddito al di sotto dei 13mila euro annui, costretti a sborsare risorse proprie o ad accendere mutui per garantire l’assistenza ai propri congiunti, dopo che il Comune ha comunicato loro che non avrebbe pagato la retta ma concesso un generico “contributo”, su cui si è espresso meglio di me il Consiglio di Stato.

Lo vada a dire in faccia ai responsabili delle strutture assistenziali, che per la condotta errata del comune si sono trovate tra due fuochi, con conseguenze economiche e occupazionali pesantissime”.

La presidente Calcagnini ha di fronte una situazione diversa: “Posso confermare, carte alla mano, che le dichiarazioni del sindaco sulla mancata applicazione della delibera bocciata dal Consiglio di Stato non corrispondono al vero – incalza Calcagnini – ci sono decine di soci Aforsat cui sono arrivate lettere del comune, cui veniva negato il diritto all’assistenza in cambio di un vago “contributo”, in palese violazione della legge.

Evidentemente Michelini non si è ancora reso conto né del danno che la condotta sua e della sua giunta hanno procurato ai pazienti Rsa, né del fatto che da oggi in poi il comune dovrà cambiare completamente il modo di gestire questa vicenda.

La smetta, inoltre, il sindaco di Viterbo di illustrare anche il prossimo varo di un regolamento comunale per i contributi Rsa.

Non esistono regolamenti, non esiste l’elemosina: il Consiglio di Stato ha chiarito in maniera inequivocabile che l’amministrazione comunale non può stabilire né i criteri né gli importi di tanto eventuali quanto aleatori contributi, ma deve applicare le leggi esistenti in materia di composizione delle rette Rsa.

Esistono disposizioni normative precise. Ricordo al sindaco che è per le mancanze del comune che Aforsat ha vinto il ricorso.

Vada perciò a leggersi la sentenza del Consiglio di Stato, il sindaco. La legga, la recepisca e la applichi.

Maria Laura Calcagnini presidente Aforsat


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19 settembre, 2016

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